Le verruche sono piccole protuberanze cutanee di origine virale, talvolta dolenti, dalla forma semisferica e dal colore variabile, solitamente giallo-grigiastro, che possono formarsi su qualsiasi parte del corpo assumendo svariate morfologie. Compaiono soprattutto su mani, dita, piante dei piedi, contorno ungueale e genitali.
Causate da alcuni ceppi dell'HPV (Human Papilloma Virus), sono altamente contagiose e si trasmettono per contatto diretto o auto-inoculazione. Colpiscono pazienti di tutte le età, ma sono più diffuse tra giovani e bambini.
Nella maggior parte dei casi, le verruche regrediscono spontaneamente, ma possono essere trattate con metodi distruttivi e farmaci topici o iniettabili. Non è raro, però, che persistano per anni, ne compaiano di nuove o si verifichino recidive. La prevenzione è possibile adottando adeguate norme igieniche e comportamentali.
Sintomi
Il sintomo caratteristico delle verruche è la comparsa di protuberanze cutanee che assumono la forma di noduli o papule. Queste escrescenze irregolari sono caratterizzate da un notevole ispessimento dello strato corneo e da un colore che può variare dal rosa al giallognolo, fino ad arrivare al marrone o al grigiastro.
Alcuni tipi di verruche, inoltre, presentano piccoli puntini scuri (solitamente rossi) al loro interno. Questi puntini rappresentano i capillari trombizzati a causa dello stiramento delle papille.
Le verruche sono generalmente asintomatiche. Tuttavia, se localizzate in parti del corpo esposte a pressioni o sfregamenti, come la pianta dei piedi o le mani, possono causare dolore o addirittura sanguinare.
I sintomi delle verruche variano a seconda dell’aspetto clinico della protuberanza, della sede corporea in cui compare e del ceppo virale che ne causa la formazione. In base a questi fattori, è possibile distinguere tra verruche:
- comuni;
- piane;
- palmari e plantari;
- genitali;
- filiformi;
- a mosaico;
- periungueali;
- seborroiche.
Le verruche comuni, chiamate anche volgari, sono lesioni asintomatiche di natura benigna che si manifestano sotto forma di noduli. Hanno una superficie rugosa, una consistenza solida, un colore grigiastro, giallognolo o marrone e un diametro che varia dai 2 ai 10 mm. Hanno una forma semisferica e possono presentare margini netti o irregolari.
Possono provocare un lieve dolore quando compaiono su parti del corpo sottoposte a carichi o sfregamenti, come le piante dei piedi. Si formano più comunemente nelle zone soggette a traumi, come volto, dita, gomiti o ginocchia.
Le verruche piane, rispetto alle altre tipologie di verruche, sono piccole escrescenze poco protuberanti dalla superficie liscia e dal colore che può variare dal rosa al giallo, fino al marroncino.
Colpiscono soprattutto i giovani e sono comunemente localizzate sul volto e sul dorso delle mani, anche se possono comparire su braccia e ginocchia. Solitamente, sono asintomatiche, difficili da riconoscere e ostinate da trattare. A volte, si manifestano a grappoli.
Le verruche palmari e plantari, invece, compaiono a livello del palmo delle mani e della pianta dei piedi e, più raramente, possono diffondersi anche alle caviglie. Sono lesioni appiattite e circondate da epitelio corneificato, molto simili ai calli. Possono essere distinte da questi ultimi per la loro tendenza a sanguinare se la superficie viene asportata.
Quelle plantari possono essere particolarmente fastidiose e dolorose, a causa della continua pressione che si esercita su di esse quando si sta in piedi o si cammina. Tendono infatti a rendere difficoltosi i movimenti e ad ostacolare la deambulazione. È proprio per via di questa pressione che le verruche plantari hanno un aspetto appiattito e tendono a svilupparsi verso l’interno anziché verso l’esterno.
Le verruche genitali si manifestano sotto forma di papule dalla superficie liscia, piana e vellutata. Compaiono a livello degli organi riproduttivi, soprattutto nelle aree labiale, peniena, perineale e perirettale.
Sono solitamente asintomatiche e la loro trasmissione avviene generalmente attraverso i rapporti sessuali. Sono infatti considerate una vera e propria malattia sessualmente trasmissibile.
Come si può intuire dal loro nome, le verruche filiformi sono protuberanze di forma allungata. Sono facilmente riconoscibili non solo per la loro forma particolare, ma anche per il loro colore, che è uguale a quello della pelle. Compaiono soprattutto nelle aree intorno agli occhi, al naso e alla bocca.
Le verruche a mosaico si presentano come piccole croste a grappoli di colore bianco. Si formano generalmente sotto le dita dei piedi, ma in alcuni casi possono comparire su tutta la pianta. Come le verruche plantari, provocano dolore a causa della pressione che si esercita su di esse quando si sta in piedi. La differenza è che non sono così tanto dolorose da ostacolare la deambulazione.
Le verruche periungueali hanno un aspetto a cavolfiore e sono caratterizzate da un notevole ispessimento dello strato corneo, con cute fissurata. Come suggerisce il loro nome, si formano intorno al letto ungueale.
Le verruche seborroiche, infine, si manifestano con macchie di colore marrone, sono generalmente in rilievo e colpiscono soprattutto gli anziani. In questi casi, in realtà, è più opportuno parlare di cheratosi seborroica: la causa della loro insorgenza, infatti, non è l’infezione virale da ceppi dell’HPV, ma è da ricercarsi in una componente familiare.
Le verruche comuni sono quelle più diffuse, seguite dalle verruche plantari e da quelle piane. Quelle genitali, invece, sono le più rare.
Nella maggior parte dei casi, le verruche regrediscono spontaneamente nell’arco di 1-5 anni. Può capitare, però, che persistano per periodi di tempo più lunghi. Il decorso clinico di questa infezione, infatti, non è prevedibile perché varia da paziente a paziente.
In alcuni casi, i sintomi delle verruche possono aggravarsi e comportare:
- dolore;
- gonfiore;
- arrossamento;
- sanguinamento;
- presenza di pus.
Nell’esordio dell’infezione da HPV, le verruche non sono dolorose, ma possono diventarlo quando si infiammano, si espandono o compaiono in aree del corpo dove la pelle è più sensibile. La sensazione di dolore può variare da un fastidio leggero a un disagio intenso e debilitante.
Anche il gonfiore è un sintomo associato all’aggravarsi delle verruche, soprattutto quando sono localizzate in zone del corpo dove la pelle è più sottile o soggetta a frazioni costanti, come le mani o i piedi. Quando le verruche si infiammano, il tessuto circostante può gonfiarsi a causa della risposta del corpo all’infiammazione. Chi ne è colpito riferisce una sensazione di pressione.
L’arrossamento è il risultato del sistema immunitario che cerca di combattere il virus responsabile delle protuberanze. Può essere accompagnato da calore e può aumentare l'irritazione della zona colpita.
Il sanguinamento è un altro sintomo che può manifestarsi quando le verruche si aggravano, soprattutto se subiscono traumi o forti pressioni. Le verruche contengono vasi sanguigni e possono sanguinare quando vengono tagliate o danneggiate. In questi casi, è richiesto il trattamento medico per prevenire infezioni.
In alcune situazioni, le verruche possono infettarsi e può formarsi del pus al loro interno. L'infezione si verifica quando le protuberanze si aprono, permettendo ai batteri di entrare. In questi casi, si gonfiano ulteriormente e diventano ancora più dolorose.
Quando compaiono questi sintomi, è bene rivolgersi immediatamente al proprio medico o dermatologo per evitare complicanze. Lo specialista esegue una diagnosi accurata e prescrive al paziente il trattamento più idoneo per contrastare l’infezione.
Cause
La causa delle verruche è di origine virale. La formazione delle protuberanze cutanee, infatti, è provocata dal contatto con uno degli oltre settanta ceppi di papilloma virus umano (HPV). Il periodo di incubazione varia dai 2 ai 9 mesi, durante i quali chi ne è colpito assiste ad una lenta e progressiva iperproliferazione delle cellule del derma e/o dell’epidermide.
Spesso accade che la persona che viene in contatto con l’HPV non se ne accorga immediatamente. Questo perché il periodo d’incubazione è abbastanza lungo. Inizialmente, il virus è silente. Dopo qualche mese, si sveglia improvvisamente, scatenando l’infezione e provocando la comparsa delle verruche sulla pelle.
Tra i principali fattori di rischio che possono contribuire alla formazione delle verruche ci sono:
- indebolimento delle difese immunitarie;
- fattori genetici;
- uso promiscuo di asciugamani, accappatoi, ciabatte o oggetti per la cura delle unghie;
- lesioni cutanee;
- indossare calze o scarpe bagnate;
- indossare calze o scarpe fabbricate con materiali sintetici non traspiranti;
- camminare scalzi negli spogliatoi o nei bagni pubblici;
- scarsa igiene cutanea;
- eccessiva esposizione alla luce solare o alle lampade abbronzanti.
Un sistema immunitario forte permette di combattere il virus HPV in modo più efficace, riducendo la probabilità di sviluppare verruche o evitando che si aggravino. Quando le difese immunitarie sono indebolite a causa di stress, cattiva alimentazione o patologie debilitanti, il rischio di sviluppare l’infezione aumenta.
I fattori genetici possono svolgere un ruolo significativo nella suscettibilità all’infezione che provoca la formazione delle verruche. La resistenza all’azione patogena, infatti, è determinata geneticamente. Alcune persone possono essere predisposte più di altre a sviluppare le verruche per via del loro sistema immunitario.
L'uso promiscuo di asciugamani, accappatoi, ciabatte o oggetti per la cura delle unghie può aumentare il rischio di contrarre il virus dell'HPV e sviluppare le verruche. Il virus, infatti, può sopravvivere su superfici e oggetti e può essere trasmesso attraverso il contatto diretto.
Le lesioni cutanee, come tagli, abrasioni o graffi sulla pelle, possono rappresentare un punto di ingresso per il virus dell'HPV. Quando la pelle è danneggiata, il virus può infiltrarsi più facilmente nelle cellule epidermiche, aumentando il rischio che si formino le verruche.
Calze o scarpe bagnate possono favorire la formazione delle verruche. L'umidità, infatti, crea un ambiente favorevole per lo sviluppo dell’infezione. Lo stesso vale per le calze o le scarpe realizzate con materiali sintetici non traspiranti, che tendono a trattenere l’umidità.
Camminare scalzi in ambienti come spogliatoi o bagni pubblici può aumentare il rischio di entrare in contatto con il virus dell'HPV, che può essere presente su pavimenti o superfici umide. In questo contesto, sono particolarmente comuni le verruche plantari.
Una scarsa igiene cutanea può favorire l'insorgenza delle verruche. La pulizia accurata della pelle aiuta a rimuovere le cellule morte che possono fungere da punto di ingresso per il virus HPV.
L'esposizione eccessiva alla luce solare o alle lampade abbronzanti può indebolire la barriera cutanea e aumentare, indirettamente, il rischio di sviluppare verruche, specialmente nelle aree della pelle danneggiate.
Le verruche sono estremamente contagiose. La trasmissione può avvenire per contatto diretto, ovvero toccando le verruche altrui o superfici infette da uno dei ceppi dell’HPV, o tramite auto-inoculazione, ovvero attraverso il passaggio dei microrganismi patogeni dalla sede dell’infezione ad altre parti del corpo.
Generalmente, la diagnosi delle verruche si basa su un esame clinico. Il medico o dermatologo osserva la zona interessata dal disturbo, capendo immediatamente se si tratta di verruche.
Al fine di eseguire una diagnosi accurata, è opportuno che lo specialista si accerti che i sintomi riferiti dal paziente non siano riconducibili ad altri disturbi o patologie, quali ad esempio calli, lichen planus o carcinomi squamocellulari.
In alcuni casi, il medico può ritenere necessario eseguire una biopsia. La verruca viene interamente rimossa. Una piccola sezione della protuberanza asportata viene inviata in laboratorio e analizzata, al fine di escludere altri tipi di escrescenze cutanee.
Rimedi e cure per le verruche
Nella maggior parte dei casi, le verruche regrediscono spontaneamente, ma sono difficili da sradicare completamente. A volte, infatti, ricompaiono a distanza di poco tempo. Il trattamento precoce è comunque indispensabile per gestire eventuali sintomi, evitare possibili complicanze e impedire che i microrganismi patogeni si diffondano in altre aree del corpo.
I rimedi e le cure per le verruche variano in base al tipo di protuberanza, alla zona in cui è localizzata, alla sua profondità e all’estensione dell’area colpita.
Il trattamento di prima linea contro le verruche si basa sull’utilizzo di soluzioni a base di acido salicilico e lattico, da applicare localmente sulla protuberanza per diverse settimane. Queste sostanze svolgono una potente azione cheratolitica e permettono di distruggere le cellule che compongono la verruca.
Altre sostanze indicate per il trattamento del disturbo, oltre all’acido salicilico e lattico, sono:
- acido tricloroacetico;
- 5-fluorouracile, che blocca la proliferazione cellulare;
- tretinoina, che aiuta a distruggere le cellule che compongono la verruca;
- podofillina, indicata per il trattamento delle verruche genitali;
- cantaridina.
La scelta della sostanza dipende dal tipo di verruca e dalla zona del corpo in cui è localizzata.
Se la cura con gli acidi non sortisce gli effetti auspicati, il medico può prescrivere una terapia alternativa, come la crioterapia o la laserterapia.
La crioterapia sfrutta l’azione congelante dell’azoto liquido, da spruzzare direttamente sulla verruca o da applicare tramite un tampone. Il trattamento può essere doloroso, anche se nella maggior parte dei casi fa avvertire solo un lieve bruciore. Affinché la terapia abbia successo, è necessario che l’applicazione dell’azoto liquido venga ripetuta più volte.
Anche la laserterapia si rivela efficace nel trattamento delle verruche. Questa è indicata soprattutto in caso di recidive o lesioni molto estese. Come la crioterapia, anche questo trattamento può risultare doloroso ed è possibile che abbia esiti cicatriziali.
Come già detto, le verruche sono solitamente asintomatiche e solo in rari casi si aggravano al punto tale da provocare complicanze che rappresentano un rischio per la salute. Per questo motivo, l’assunzione di farmaci è consigliata solo in caso di verruche particolarmente resistenti e durature o nei casi di recidive.
Questi sono i farmaci più comuni impiegati nel trattamento delle verruche:
- argento nitrato, indicato per la cura delle verruche palmari e plantari. Disponibile in apposito applicatore da appoggiare sulla zona lesa per un paio di minuti, ogni 24 ore. Si raccomanda di bendare l’area con una garza sterile dopo l’applicazione;
- acido salicilico, da applicare 1 o 2 volte al giorno direttamente sulla verruca. È disponibile in forma liquida, crema, lozione o schiuma;
- glutaraldeide, farmaco ad azione disinfettante indicato per il trattamento delle verruche plantari e palmari, da applicare direttamente sulla protuberanza 2 volte al giorno;
- acido retinoico, farmaco derivato dalla vitamina A indicato per distruggere le cellule che formano la verruca, favorire la desquamazione e stimolare il turnover cellulare;
- resina di podofillina, spesso combinata con l’acido salicilico, da applicare localmente sulle verruche genitali. Questo farmaco blocca la mitosi cellulare ed è in grado di debellare l’infezione;
- imiquimod, sostanza immunomodulatrice indicata per il trattamento delle verruche genitali e comuni. Reperibile in crema, il farmaco deve essere applicato sulla pelle lesa 3 volte a settimana, per un massimo di 4 mesi;
- bleomicina, farmaco antivirale che aiuta a debellare l’agente patogeno responsabile della formazione delle verruche e che, di riflesso, comporta la guarigione delle protuberanze.
La prevenzione è la migliore cura contro le verruche. Per prevenire l’insorgenza del disturbo è possibile adottare alcuni semplici accorgimenti:
- evitare l’uso promiscuo di asciugamani, accappatoi, ciabatte o oggetti per la cura delle unghie;
- mantenere i piedi asciutti e cambiare spesso le calze;
- evitare il contatto con le verruche altrui o con le proprie, in modo da evitare che i microrganismi patogeni si diffondano in altre parti del corpo;
- mantenere una corretta igiene personale;
- non camminare a piedi scalzi negli spogliatoi o nei bagni pubblici;
- evitare traumi della pelle che potrebbero facilitare la diffusione del virus;
- disinfettare e coprire eventuali ferite cutanee che potrebbero fungere da vie di accesso per il virus HPV responsabile della formazione delle verruche;
- utilizzare il preservativo durante i rapporti sessuali per ridurre la possibilità di trasmissione delle verruche genitali.
Da ultimo, per prevenire l’insorgenza del disturbo, è possibile effettuare il vaccino contro il papilloma virus umano che protegge dai ceppi responsabili della formazione delle verruche.
