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Acidità di stomaco: sintomi, cause, cure e rimedi

Acidità di stomaco

L'acidità di stomaco è un problema comune per molte persone, caratterizzato dalla sensazione di bruciore o dolore nella parte superiore dell'addome o della gola. Quando si mangia, il cibo passa dalla bocca all'esofago e poi allo stomaco, dove viene immerso in acido cloridrico per aiutare a scomporre e digerire i nutrienti. Di solito, il rivestimento dello stomaco è in grado di proteggersi dall'acido grazie a un sottile strato di mucose gastriche, ma se lo stomaco produce troppo acido queste possono danneggiarsi, poiché si crea un ambiente troppo aggressivo nel tratto digestivo.

In questo articolo approfondiremo il problema dell'acidità di stomaco, quali siano i sintomi, le cause, le cure e i rimedi.

Sintomi

L'acidità di stomaco è un disturbo digestivo che si manifesta con una serie di sintomi fastidiosi. Il bruciore è spesso il primo ad essere avvertito, insieme alla sensazione di acidità. Oltre a essi, l'acidità di stomaco può essere accompagnata da altre manifestazioni variabili in base alla persona e all'intensità del problema.

Il bruciore, ad esempio, può diventare molto intenso e sfociare in un dolore anche molto acuto, che può presentarsi in maniera intermittente o costante. Molte persone, inoltre, avvertono un senso di pesantezza e gonfiore nella regione superiore dell'addome, proprio sotto lo sterno, che deriva dalla difficoltà digestiva. Infatti, durante la normale digestione, piccole quantità di aria vengono ingerite insieme al cibo e alle bevande. Nel caso in cui l'acido nello stomaco aumenta o si verificano problemi nel processo di digestione, iniziano ad accumularsi dei gas nello stomaco, portando a eruttazioni o a episodi di flatulenza più frequenti. Ci sono diversi fattori che possono contribuire all'aumento delle eruttazioni in caso di acidità di stomaco, come:

  • bevande gassate;
  • alimenti ricchi di fibre;
  • cibi con carboidrati fermentabili, come i latticini e i legumi;
  • velocità eccessiva nel mangiare;
  • scarsa masticazione del cibo;
  • poca attività fisica;
  • stress emotivo.

La sensazione di sazietà precoce è un altro sintomo comune correlato all'acidità di stomaco. Si verifica quando una persona si sente piena dopo aver mangiato solo piccole quantità di cibo. La sazietà precoce può limitare l'apporto calorico e nutrizionale e condurre a una perdita di peso non intenzionale. Questo effetto è dovuto alla disfunzione del processo di digestione ad opera dell'acidità di stomaco, che comporta una minore capacità di assimilare i nutrienti.

In alcuni casi, si può provare nausea e un senso di malessere generale. Tali sintomi possono originare una perdita di appetito e la nausea talvolta è così intensa da portare al vomito. A causare tutto ciò è l'irritazione delle mucose gastriche, data dalla presenza di acido nello stomaco o dal reflusso gastroesofageo.

Quest'ultimo è un sintomo che si associa molto spesso all'acidità di stomaco e consiste nella risalita degli acidi gastrici dallo stomaco all'esofago. Il reflusso, a sua volta, peggiora l'irritazione delle mucose gastriche ed è considerato una vera e propria malattia nel momento in cui si cronicizza. Episodi ripetuti e prolungati di reflusso acido sono in grado di danneggiare l'esofago e parti del tratto respiratorio, come le corde vocali e i polmoni, oltre a causare complicazioni a lungo termine, come l'infiammazione cronica dell'esofago o l'ulcera esofagea. Quando il contenuto acido dello stomaco risale nell'esofago, irrita anche la gola, arrivando talvolta a provocare una tosse cronica o la raucedine. Questo si verifica se l'acido arriva ad irritare anche le terminazioni nervose nella gola, provocando una risposta di difesa come la tosse. Inoltre, il reflusso acido può suscitare anche la percezione di una massa in gola, nota anche come globus. Tale sintomo si manifesta con la sensazione di avere un intoppo morbido e fermo nella gola, anche se non c'è niente fisicamente presente.

Se si sospetta di soffrire di acidità di stomaco, è necessario rivolgersi a un medico gastroenterologo, il quale dapprima comincerà la diagnosi attraverso un'approfondita valutazione clinica. Durante la visita medica, il medico raccoglierà informazioni riguardanti i sintomi del paziente, come anche la sua storia clinica e familiare, prima di procedere con un esame fisico. Le domande serviranno a comprendere i sintomi e il loro pattern, come la frequenza e l'intensità del bruciore di stomaco, la presenza di altri sintomi correlati, come rigurgito acido o dolore toracico, e i fattori scatenanti come l'alimentazione o lo stress. Una volta raccolte informazioni sufficienti, il medico può richiedere che venga effettuato anche un esame fisico, che gli consentirà di approfondire eventuali sintomi associati all'acidità di stomaco. In alcuni casi, possono essere necessari ulteriori test diagnostici per confermare la diagnosi o identificare altre possibili cause dei sintomi. Alcuni esempi di test che possono essere prescritti includono:

  • test di pH esofageo, che misura l'acidità nel tratto esofageo utilizzando un piccolo sensore posizionato attraverso il naso nell'esofago e registra i livelli di acidità per un periodo di 24 ore;
  • endoscopia digestiva superiore (gastroscopia), un esame che consente al medico di esaminare l'esofago, lo stomaco e la prima parte dell'intestino tenue, utilizzando un sottile tubo flessibile con una telecamera all'estremità;
  • manometria esofagea, un test per misurare la pressione e il movimento dei muscoli dell'esofago durante la deglutizione;
  • radiografia contrastografica, che prevede l'assunzione di una bevanda contenente bario per visualizzare meglio con i raggi X eventuali anomalie o problemi strutturali dell'esofago, dello stomaco e del duodeno.

Ogni caso di acidità di stomaco è unico e la scelta dei test diagnostici dipenderà dalla gravità e dalla durata dei sintomi, nonché dalle preferenze del medico. È importante collaborare con un esperto per determinare la causa dei sintomi e individuare il giusto trattamento.

Cause

L'acido gastrico è prodotto dallo stomaco per aiutare nella digestione degli alimenti. Tuttavia, la sua eccessiva produzione è nociva per le mucose gastriche, perché ne vengono lesionate.

Ci sono diverse cause che conducono a un aumento della produzione di acido gastrico, inclusa l'assunzione di determinati farmaci, come gli antinfiammatori non steroidei (FANS), alcuni antibiotici e alcuni antidepressivi. I FANS, in particolare, agiscono inibendo la produzione di prostaglandine, sostanze che aiutano a proteggere la mucosa dello stomaco. Quando la produzione di queste sostanze protettive diminuisce, può verificarsi l’irritazione e l’infiammazione dello stomaco, che porta ad un aumento dell’acido gastrico e al conseguente reflusso gastroesofageo.

Anche l'abuso di alcol può contribuire all'acidità di stomaco, in quanto questa sostanza è particolarmente irritante per le mucose.

Inoltre, tra le cause dell'acidità di stomaco c'è anche il fumo, poiché le sostanze chimiche presenti nel tabacco possono indebolire il muscolo che impedisce all'acido gastrico di risalire nell'esofago, generando reflusso e bruciore di stomaco. Il fumo interferisce anche con la produzione di saliva, che aiuta a neutralizzare l'acido gastrico.

Un’altra cattiva abitudine che provoca l’acidità di stomaco è la dieta sbilanciata o con una quantità eccessiva di alimenti acidi. Alcuni cibi, infatti, possono incentivare la produzione di acido gastrico, causando un'acidità eccessiva nello stomaco. Altri, invece, stimolano il rilassamento del muscolo che impedisce la risalita dell'acido lungo l'esofago, favorendo così il reflusso gastrico. Gli alimenti che contribuiscono maggiormente al disturbo digestivo sono:

  • cibi piccanti;
  • cibi acidi, come agrumi, pomodori, succo di frutta acido e aceto;
  • alimenti grassi;
  • fritti;
  • bevande gassate.

La correlazione tra stress e acidità di stomaco è un ulteriore fattore tra le cause principali dell'acidità di stomaco. Lo stress emotivo o psicologico, infatti, può influire sul sistema digestivo, compresa la produzione di acido gastrico. Ciò accade perché, quando una persona è stressata, il suo corpo rilascia ormoni dello stress come il cortisolo, capace di influenzare la produzione di acido gastrico. Inoltre, lo stress può alterare i modelli comportamentali e le preferenze alimentari, come il consumo di alimenti piccanti o grassi, l'eccesso di alcol, l'abuso di tabacco, che a loro volta creano acidità di stomaco. Lo stress cronico può arrivare anche a indebolire i muscoli intestinali e influire sulla coordinazione dei movimenti, inclusi quelli dello sfintere esofageo inferiore, favorendo il reflusso di acido nello stomaco.

Questo sfintere è un fascio di muscoli collocato tra l'esofago e lo stomaco, che si apre per permettere al cibo di entrare nello stomaco e poi si chiude per evitare il reflusso del cibo e dell'acido. Quando lo sfintere esofageo inferiore non funziona correttamente, permette invece all'acido gastrico di risalire lungo l'esofago. Il suo malfunzionamento può dipendere anche da fattori diversi dallo stress, tra i quali:

  • obesità o sovrappeso, in quanto l'eccesso di peso può esercitare pressione sull'addome, aumentando la probabilità che lo sfintere non funzioni correttamente;
  • gravidanza, dove il feto in crescita crea pressione sullo stomaco e sullo sfintere esofageo inferiore;
  • ernia iatale, in cui una parte dello stomaco fuoriesce dalla sua sede naturale e che tra i rischi correlati ha anche quelli del reflusso acido;
  • anomalie muscolari, come l'acalasia esofagea e lo spasmo diffuso dell'esofago;
  • farmaci, come alcuni anticolinergici e bloccanti dei canali del calcio, che influenzano il rilassamento dello sfintere esofageo inferiore;
  • cibi e bevande noti per diminuire la tonicità dello sfintere esofageo inferiore, come cioccolato, menta, alcool e cibi grassi, può contribuire al suo malfunzionamento;
  • ereditarietà.

L'acidità di stomaco, a lungo andare, può scatenare ulteriori malattie, oltre al reflusso gastrico. Ad esempio, è in grado di generare un'ulcera peptica, ovvero una lesione della mucosa dello stomaco o dell'intestino tenue, che può sfociare in complicazioni gravi, come sanguinamenti o perforazioni nelle parti lese.

È possibile che il bruciore di stomaco sia provocato anche da malattie particolari, come la dispepsia funzionale, che si caratterizza per disturbi persistenti della digestione, senza evidenti anormalità strutturali o metaboliche.

Oppure, l'acidità può essere una conseguenza della sindrome del colon irritabile, che solitamente provoca dolore addominale, affaticamento, gonfiore, diarrea e stitichezza. Questo disturbo, infatti, in alcuni casi, provoca un'attivazione anomala dei nervi e dei muscoli gastrointestinali, che possono agire sulla funzione dei muscoli dello sfintere, dell'esofago e dell'intestino. Ciò può generare un aumento della pressione sullo sfintere esofageo inferiore, causando così i sintomi di reflusso acido.

Infine, l'acidità di stomaco può venire provocata dalla gastroparesi, una condizione in cui i muscoli dello stomaco non funzionano correttamente e provocano un rallentamento del movimento del cibo attraverso lo stomaco. La gastroparesi può essere provocata da danni ai nervi che controllano i muscoli dello stomaco, disfunzione della tiroide, diabete o altre condizioni mediche.

Rimedi e cure per l'acidità di stomaco

Per alleviare l'acidità di stomaco esistono numerosi rimedi, alcuni dei quali si trovano facilmente anche in casa.

Una delle cure più utilizzate sono gli antiacidi, dei farmaci che neutralizzano l'acido nel tratto gastrointestinale grazie a una combinazione di composti inorganici come l'idrossido di magnesio, il calcio, l’idrossido di alluminio e il bicarbonato di sodio. Gli antiacidi sono efficaci per fornire un immediato e temporaneo sollievo sia dai sintomi di acidità di stomaco, che da quelli dell'indigestione.

Il bicarbonato si può assumere anche come rimedio casalingo, creando una soluzione composta da 1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio sciolto in un bicchiere d'acqua. Altrimenti si possono masticare delle compresse a base di questa sostanza dopo i pasti o al bisogno. Tuttavia, è importante tenere presente che il bicarbonato di sodio può causare una sensazione di gonfiore o di gas nello stomaco; quindi, è meglio non esagerare con le assunzioni. Inoltre, uso eccessivo di bicarbonato può portare ad un eccesso di sodio nel corpo e può generare altri problemi, come lo squilibrio elettrolitico, o interagire con alcuni farmaci che si stanno già assumendo. Pertanto, se i sintomi di acidità di stomaco persistono o diventano cronici, è consigliabile consultare un medico per una valutazione adeguata e un trattamento appropriato.

L'idrossido di magnesio, invece, si trova in forma di polvere da prendere in sospensione o in formulazioni effervescenti. Quando viene assunto, neutralizza l'acido cloridrico nello stomaco trasformandolo in cloruro di magnesio e acqua. Il suo utilizzo aiuta a ridurre l'acidità e alleviare sintomi come bruciore di stomaco e rigurgito acido. La versione effervescente aggiunge una maggiore rapidità all'effetto di sollievo, grazie alle bollicine di anidride carbonica che si formano a contatto con l'acqua. Inoltre, l’idrossido di magnesio stimola la motilità intestinale e favorisce il passaggio delle feci, con un effetto lassativo utile in caso di stipsi da acidità di stomaco. Occorre, comunque, non superare le dosi indicate, poiché l’assunzione eccessiva può generare l'effetto contrario e causare la diarrea.

Per alleviare i sintomi del bruciore di stomaco è necessario anche fare molta attenzione all'alimentazione. Alcuni cibi sono particolarmente utili per lenirne i sintomi, come:

  • finocchio, noto per le sue proprietà alcaline, che aiutano a contrastare l'acidità nello stomaco, a favorire la digestione e ridurre il gonfiore;
  • zenzero, grazie alle sue proprietà antinfiammatorie lenisce lo stomaco;
  • avena, un alimento a bassa acidità che può aiutare ad assorbire l'eccesso di acido dello stomaco;
  • banane, considerate un antiacido naturale, facilitano la neutralizzazione dell'acido nello stomaco;
  • verdure a foglie verdi e non acide, come spinaci, cavolo riccio e broccoli, possono aiutare a regolare i livelli di acido dello stomaco;
  • mandorle, possono fornire sollievo dal bruciore di stomaco.

Anche bere acqua aiuta a diminuire l'acidità di stomaco, perché diluisce l'acido presente nello stomaco e riduce così anche il reflusso acido. Inoltre, bere acqua stimola la produzione di saliva, che a sua volta è di supporto nel neutralizzare l'acido presente nello stomaco. È consigliabile bere acqua a temperatura ambiente e non durante i pasti perché altrimenti si potrebbe generare l’effetto opposto a quello desiderato. Infatti, quando si beve troppo mentre si mangia, l’acqua insieme al cibo dilatano lo stomaco e si rischia di aumentare il reflusso acido. È importante anche assicurarsi di bere abbastanza acqua durante il giorno per prevenire la disidratazione, che può aggravare i sintomi di acidità di stomaco.

L'acqua può essere bevuta anche attraverso tisane e infusi, così da aggiungere un sostegno ulteriore per la salute dello stomaco. Tra le più benefiche per alleviare l’acidità ci sono:

  • camomilla, dalle proprietà lenitive e calmanti;
  • liquirizia, dalle proprietà protettive, aiuta anche ad aumentare lo strato di mucosa dell'esofago, proteggendolo dall'acidità dello stomaco;
  • radice di liquirizia, dalle proprietà antinfiammatorie e protettive, è utile anche per ridurre la nausea e il mal di stomaco;
  • basilico, dalle proprietà digestive e antinfiammatorie;
  • tè verde, con antiossidanti e composti in grado di alleviare l'infiammazione e a proteggere la mucosa dello stomaco;
  • rosa canina, ricca di vitamina C e antiossidanti, utili a ridurre l'infiammazione e rafforzare il sistema immunitario;
  • semi di carom, noti anche come semi di ajwain, possono aiutare a smorzare l'acidità di stomaco grazie alle loro proprietà antinfiammatorie e antiacide.

Oltre che in infusione, queste erbe compongono spesso le formulazioni di integratori appositi, che contengono diversi elementi naturali, in grado di lavorare in sinergia per contrastare i sintomi dell’acidità di stomaco.

È consigliabile anche modificare alcune abitudini del proprio stile di vita per prevenire l'acidità di stomaco. Innanzitutto, è necessario evitare l'alcol e smettere di fumare. Inoltre, la dieta deve sempre essere bene equilibrata e non contenere troppi cibi piccanti e grassi, evitando di mangiare troppo o abbuffarsi durante i pasti, per non aumentare la pressione sullo stomaco. Inoltre, è bene aspettare almeno 2-3 ore prima di coricarsi, perché dormire appena dopo aver mangiato aumenta il rischio di reflusso gastrico. Per prevenirlo, è possibile anche riposare con la testa leggermente sollevata o aumentare l'elevazione dei piedi durante la notte.

Se hai bisogno di un rimedio per alleviare l'acidità di stomaco, nel nostro shop troverai diverse soluzioni a cui ti puoi affidare: dagli antiacidi, agli integratori intestinali, fino ai preparati per le tisane.