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Attacco di panico: sintomi, cause e cosa fare

Attacco di panico: sintomi, cause e cosa fare

Immaginate un'ondata improvvisa e travolgente di terrore, un'esplosione di paura che arriva senza preavviso, accompagnata da sintomi fisici così intensi da far credere di perdere il controllo, di impazzire o persino di morire. Il cuore che batte all'impazzata, il respiro che si fa affannoso, un'ondata di sudore freddo che bagna la pelle, e una sensazione di irrealtà che avvolge ogni cosa. Questo è l'attacco di panico, un'esperienza terrificante che, pur durando solitamente pochi minuti, lascia dietro di sé un'eco di ansia e la paura che possa ripetersi. 

Lungi dall'essere un semplice stato di nervosismo, l'attacco di panico è un'esperienza acuta e debilitante, un picco estremo di ansia che può compromettere significativamente la qualità della vita. Comprendere cosa sia esattamente un attacco di panico, quali siano i suoi sintomi, le cause che lo scatenano e, soprattutto, cosa fare per gestirlo nel momento in cui si manifesta, è fondamentale per chi ne soffre e per chi cerca di aiutarli a ritrovare la serenità.

Quali sono i sintomi di un attacco di panico?

Un attacco di panico è un episodio improvviso e intenso di paura o terrore, che raggiunge il suo picco in pochi minuti (solitamente entro 10 minuti) e si manifesta con una combinazione di sintomi fisici e cognitivi. La sua caratteristica principale è l'imprevedibilità e l'intensità sproporzionata rispetto alla situazione reale.

I sintomi di un attacco di panico sono spesso così intensi da essere confusi con quelli di un attacco cardiaco o di un'altra grave emergenza medica. Possono includere:

  • Palpitazioni, cardiopalmo o tachicardia: il cuore batte all'impazzata, forte e veloce, con la sensazione che stia per uscire dal petto. Questa è una delle manifestazioni più comuni e spaventose, che spesso porta a credere di avere un infarto.
  • Sudorazione: un'ondata improvvisa di sudore freddo o caldo, spesso profuso, che può bagnare il corpo.
  • Tremori o scosse: il corpo può iniziare a tremare in modo incontrollabile, o si possono avvertire scosse interne.
  • Dispnea (sensazione di fiato corto) o sensazione di soffocamento: il respiro si fa affannoso, corto e rapido (iperventilazione), con la sensazione di non riuscire a prendere abbastanza aria o di essere soffocati. Questo può generare ulteriore ansia e paura.
  • Dolore o fastidio al petto: una sensazione di oppressione, peso o dolore acuto al petto, che può essere interpretata come un sintomo cardiaco.
  • Nausea o disturbi addominali: mal di stomaco, crampi, nausea o sensazione di "farfalle nello stomaco".
  • Sensazione di svenimento, di testa leggera o di sbandamento: vertigini, capogiri, sensazione di instabilità o di perdere l'equilibrio, che possono portare alla paura di cadere o svenire.
  • Brividi o vampate di calore: alternanza improvvisa di sensazioni di freddo intenso e ondate di calore.
  • Parestesie (sensazione di torpore o formicolio): intorpidimento o formicolio alle estremità (mani, piedi) o intorno alla bocca.
  • Derealizzazione (sensazione di irrealtà) o depersonalizzazione (sensazione di essere staccati da sé stessi): il mondo circostante può apparire strano, distorto, come un sogno (derealizzazione), o ci si sente distaccati dal proprio corpo, come se si fosse un osservatore esterno (depersonalizzazione). Queste sensazioni possono alimentare la paura di impazzire.
  • Paura di perdere il controllo o di impazzire: una paura travolgente di non essere più in grado di controllare le proprie azioni o i propri pensieri.
  • Paura di morire: una convinzione intensa e irrazionale di essere in pericolo di vita imminente.

La combinazione di almeno quattro di questi sintomi, con un esordio improvviso e un picco rapido, è indicativa di un attacco di panico. È importante sottolineare che questi sintomi sono reali e non "nella testa" del paziente, sebbene non siano causati da una minaccia fisica imminente. La loro intensità e la paura che generano possono portare a un evitamento di situazioni o luoghi in cui si è verificato l'attacco, sviluppando un "disturbo di panico" o agorafobia.

Cause e fattori scatenanti degli attacchi di panico

Gli attacchi di panico non hanno una causa unica e chiara, ma sono il risultato di una complessa interazione di fattori biologici, psicologici e ambientali. Spesso, non c'è un fattore scatenante evidente al momento dell'attacco, il che contribuisce alla sensazione di imprevedibilità e terrore.

Fattori biologici:

  1. Predisposizione genetica: esiste una componente ereditaria. Chi ha familiari di primo grado che soffrono di disturbo di panico ha un rischio maggiore di svilupparlo.
  2. Squilibri neurochimici: si ritiene che alterazioni nei livelli o nella regolazione di alcuni neurotrasmettitori nel cervello, come la serotonina, la noradrenalina e il GABA (acido gamma-amminobutirrico), possano giocare un ruolo. Questi neurotrasmettitori sono coinvolti nella regolazione dell'ansia e della paura.
  3. Iperattività del sistema nervoso autonomo: il sistema nervoso autonomo (che regola funzioni involontarie come battito cardiaco, respirazione, sudorazione) può essere iperattivo o reagire in modo eccessivo a stimoli innocui, scatenando i sintomi fisici dell'attacco di panico.
  4. Sensibilità del "circuito della paura": alcune persone potrebbero avere un'amigdala (una regione del cervello coinvolta nell'elaborazione della paura) più sensibile o reattiva.

Fattori psicologici:

  1. Stress cronico: periodi prolungati di stress fisico o psicologico possono esaurire le risorse dell'organismo e aumentare la vulnerabilità agli attacchi di panico.
  2. Eventi di vita stressanti: lutti, separazioni, problemi lavorativi o finanziari, traumi (es. incidenti, abusi) possono agire come fattori scatenanti.
  3. Temperamento ansioso: persone con una predisposizione generale all'ansia, al perfezionismo o con una tendenza a preoccuparsi eccessivamente.
  4. Tendenza alla "catastrofizzazione": l'abitudine a interpretare sensazioni fisiche innocue (es. un battito cardiaco leggermente accelerato) come segni di una catastrofe imminente (es. infarto). Questa interpretazione errata alimenta il circolo vizioso della paura.
  5. Paura della paura: dopo un primo attacco, si può sviluppare una "paura della paura", ovvero l'ansia anticipatoria che un nuovo attacco possa verificarsi, il che può paradossalmente innescarlo.

Fattori ambientali e di stile di vita:

  1. Consumo di sostanze:
    • Caffeina: un consumo eccessivo può aumentare l'ansia e scatenare palpitazioni, che possono essere interpretate come sintomi di un attacco di panico.
    • Alcol: sebbene possa sembrare che l'alcol riduca l'ansia inizialmente, il suo consumo cronico o l'astinenza possono peggiorare l'ansia e predisporre agli attacchi di panico.
    • Nicotina: il fumo può aumentare l'ansia e il rischio di attacchi di panico.
    • Droghe stimolanti: cocaina, anfetamine, ecstasy possono scatenare attacchi di panico.
  2. Mancanza di sonno: la privazione cronica del sonno può aumentare l'ansia e la vulnerabilità agli attacchi di panico.
  3. Iperventilazione: respirare troppo velocemente e profondamente può alterare l'equilibrio di ossigeno e anidride carbonica nel sangue, scatenando sintomi fisici simili a quelli di un attacco di panico (es. vertigini, formicolii).
  4. Alcuni farmaci: come effetti collaterali, alcuni farmaci possono aumentare l'ansia o scatenare attacchi di panico.

La comprensione di questi fattori è cruciale per la prevenzione e per un approccio terapeutico mirato, che spesso combina interventi farmacologici, psicoterapeutici e modifiche dello stile di vita.

Qual è la differenza tra un attacco di panico e un attacco d'ansia?

Sebbene i termini "attacco di panico" e "attacco d'ansia" siano spesso usati in modo intercambiabile, e siano entrambi manifestazioni di ansia, esiste una differenza clinica e di intensità che è importante comprendere.

Un attacco d'ansia (o picco d'ansia) è una reazione di ansia che tende a essere meno intensa di un attacco di panico, ma può durare più a lungo. È spesso scatenato da una situazione stressante o preoccupante ben identificabile (es. un esame, un colloquio di lavoro, un problema finanziario). I sintomi sono generalmente meno gravi e possono includere:

  • preoccupazione eccessiva.
  • tensione muscolare.
  • irrequietezza.
  • irritabilità.
  • difficoltà di concentrazione.
  • lieve tachicardia o sudorazione.

Un attacco d'ansia è una risposta proporzionata (seppur eccessiva) a una minaccia percepita e tende a diminuire una volta che la situazione stressante si risolve.

Un attacco di panico, come descritto, è un episodio improvviso e intenso di terrore che raggiunge il suo picco in pochi minuti. È caratterizzato da una combinazione di almeno quattro sintomi fisici e cognitivi molto gravi e acuti, che spesso non sono proporzionati alla situazione reale e possono manifestarsi "dal nulla". La paura di perdere il controllo, di impazzire o di morire è centrale.

In sintesi:

  • Intensità: L'attacco di panico è molto più intenso e acuto.
  • Insorgenza: L'attacco di panico è improvviso e spesso inaspettato; l'attacco d'ansia può essere più graduale e legato a uno specifico stress.
  • Sintomi: L'attacco di panico ha sintomi fisici e cognitivi più gravi e travolgenti.
  • Paura: La paura di perdere il controllo o di morire è un elemento distintivo dell'attacco di panico.

È possibile che un attacco d'ansia si intensifichi fino a diventare un attacco di panico, ma non tutti gli attacchi d'ansia sono attacchi di panico.

Cosa fare durante un attacco di panico

Affrontare un attacco di panico nel momento in cui si manifesta può sembrare impossibile, data l'intensità dei sintomi e la sensazione di perdita di controllo. Tuttavia, esistono strategie pratiche che possono aiutare a gestire l'attacco, a ridurne la durata e la gravità, e a riprendere il controllo. È fondamentale ricordare che un attacco di panico, per quanto terrificante, non è pericoloso per la vita.

  1. Riconosci ciò che sta accadendo: il primo passo è riconoscere che stai avendo un attacco di panico e che i sintomi che stai provando sono una reazione esagerata del tuo corpo all'ansia, non un segno di pericolo imminente. Ripeterti mentalmente "È un attacco di panico, passerà" può aiutare a ridurre la paura di impazzire o morire.
  2. Tecniche di respirazione: l'iperventilazione (respirazione rapida e superficiale) è comune durante un attacco di panico e può aggravare i sintomi. Concentrarsi sulla respirazione può aiutare a ripristinare l'equilibrio.
    • respirazione diaframmatica (o di pancia): inspira lentamente dal naso, gonfiando la pancia (non il petto), per 4 secondi. Trattieni il respiro per 2-3 secondi. Espira lentamente dalla bocca (come se soffiassi attraverso una cannuccia), sgonfiando la pancia, per 6-8 secondi. Ripeti per diversi minuti. Questo aiuta a rallentare il battito cardiaco e a calmare il sistema nervoso.
    • respirazione in sacchetto di carta: in casi di iperventilazione severa, respirare lentamente in un sacchetto di carta (non di plastica) per 1-2 minuti può aiutare a riequilibrare i livelli di anidride carbonica nel sangue, riducendo vertigini e formicolii. Non usare in caso di problemi respiratori o cardiaci.
  3. Metti a terra i piedi (grounding): concentrati su sensazioni fisiche che ti ancorano al presente e alla realtà.
    • senti i piedi saldamente appoggiati a terra.
    • tocca un oggetto freddo o ruvido.
    • concentra l'attenzione su 5 cose che puoi vedere, 4 cose che puoi toccare, 3 cose che puoi sentire, 2 cose che puoi annusare, 1 cosa che puoi gustare.
  4. Spostati o muoviti: se possibile, alzati e cammina lentamente. Il movimento può aiutare a scaricare l'adrenalina e a ridurre la sensazione di intrappolamento.
  5. Accetta i sintomi: cerca di non combattere i sintomi. Accettali come sensazioni temporanee che passeranno. Resistere o lottare contro i sintomi può aumentare l'ansia.
  6. Concentrati su un punto fisso: fissa lo sguardo su un oggetto nell'ambiente e descrivilo mentalmente in dettaglio. Questo può aiutare a distogliere l'attenzione dalle sensazioni interne e dalla paura.
  7. Parla con qualcuno: se c'è qualcuno vicino, parla con lui. Spiega che stai avendo un attacco di panico e chiedi di essere ascoltato o di aiutarti con la respirazione.
  8. Ricorda che passerà: un attacco di panico, per quanto terrificante, dura solitamente pochi minuti e i sintomi si attenuano gradualmente. Ripeterti che "passerà" e che sei al sicuro può aiutare a superare il momento.

Cosa non fare:

  • Non iperventilare: non respirare velocemente e profondamente, poiché peggiora i sintomi.
  • Non bere caffeina o alcol: possono peggiorare l'ansia.
  • Non isolarti: se possibile, cerca di non rimanere solo durante l'attacco.
  • Non fuggire dalla situazione (se possibile): se l'attacco si verifica in un luogo specifico, resistere all'impulso di fuggire può aiutare a non sviluppare agorafobia.

Cosa fare dopo un attacco di panico:

Dopo un attacco, è normale sentirsi stanchi, spossati e ansiosi.

  • Riposati: concediti del riposo.
  • Rifletti sull'accaduto: una volta calmo, prova a riflettere su cosa ha scatenato l'attacco (se c'è una causa evidente) e su cosa ti ha aiutato a gestirlo.
  • Cerca aiuto professionale: se gli attacchi di panico sono ricorrenti o se la paura di averne altri interferisce con la tua vita, è fondamentale cercare l'aiuto di un medico o di uno psicoterapeuta. La terapia cognitivo-comportamentale (CBT) è molto efficace nel trattamento del disturbo di panico.

L'attacco di panico è un'esperienza spaventosa, ma con le giuste strategie e il supporto professionale, è possibile gestirlo e riprendere il controllo della propria vita.