Vicks Flu Giorno Notte 16 compresse rivestite

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E' indicato per il trattamento sintomatico a breve termine della congestione nasale e sinusale associata a sintomi di raffreddore e influenza come dolore, mal di testa e/o febbre e solo in combinazione con sintomi di dolore notturno che causano difficolta' ad addormentarsi. Il farmaco e' indicato negli adulti e negli adolescenti a partire dai 15 anni di eta'.
Vicks Flu Giorno Notte 16 compresse rivestite
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DENOMINAZIONE: VICKS FLU GIORNO NOTTE COMPRESSE RIVESTITE CON FILM 

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA: Altre preparazioni per il trattamento del raffreddore. 

PRINCIPI ATTIVI: Compresse giorno (gialle): una compressa contiene 500 mg di paracetamolo e 60 mg di pseudoefedrina cloridrato. Compresse notte (blu): una compressa contiene 500 mg di paracetamolo e 25 mg di difenidramina cloridrato. 

ECCIPIENTI: Compressa gialla (GIORNO). Nucleo della compressa: cellulosa microcristallina, croscarmellosa sodica, copovidone, diossido di silicio colloidale, magnesio stearato. Rivestimento della compressa: ipromellosio, talco (E553b), triacetina (E1518), pigmento perlescente su base di mica (miscela di: silicato di potassio e alluminio (E555)-[mica] e diossido di titanio (E171)), ossido di ferro giallo (E172). Compressa blu (NOTTE). Nucleo della compressa: cellulosa microcristallina, croscarmellosa sodica, copovidone, diossido di silicio colloidale, magnesio stearato. Rivestimento della compressa: ipromellosio, talco (E553b), triacetina (E1518), pigmento perlescente su base di mica (miscela di: silicato di potassio e alluminio (E555)-[mica] e diossido di titanio (E171)), indaco carminio (E132). 

INDICAZIONI: E' indicato per il trattamento sintomatico a breve termine della congestione nasale e sinusale associata a sintomi di raffreddore e influenza come dolore, mal di testa e/o febbre e solo in combinazione con sintomi di dolore notturno che causano difficolta' ad addormentarsi. Il farmaco e' indicato negli adulti e negli adolescenti a partire dai 15 anni di eta'. 

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDARI: E' controindicato nei pazienti con: ipersensibilita' al paracetamolo, alla pseudoefedrina, alla difenidramina o a uno qualsiasi degli eccipienti; pazienti con meno di 15 anni a meno che non sia prescritto dal medico; uso concomitante di altri decongestionanti simpaticomimetici, beta-bloccanti o inibitori delle monoaminossidasi (IMAO), o entro 14 giorni dall'interruzione del trattamento con IMAO (l'uso concomitante di IMAO puo' causare un aumento della pressione sanguigna o delle crisi ipertensive); malattia cardiovascolare, inclusa l'ipertensione; diabete mellito; feocromocitoma; ipertiroidismo; glaucoma ad angolo chiuso; danno renale grave; ritenzione urinaria. 

POSOLOGIA: Adulti e adolescenti dai 15 anni di eta' in su: 4 compresse al giorno. Uso diurno. Compressa giorno che non causa sonnolenza (gialla). Una compressa gialla da assumere ogni 4-6 ore nel corso della giornata (non prendere piu' di tre compresse gialle al giorno). Uso notturno. Compressa notte che causa sonnolenza (blu). Una compressa blu da assumere prima di coricarsi. Una compressa alla volta e solo nei tempi indicati sulla confezione. Non prendere la compressa blu per la notte durante il giorno. Il trattamento non deve proseguire oltre i 4 giorni. Consultare il medico se un paziente adulto o adolescente deve assumere il medicinale per oltre 4 giorni o se i sintomi si aggravano. Speciali gruppi di pazienti Pazienti anziani. Il prodotto non deve essere somministrato a pazienti anziani affetti da confusioni. Gli antistaminici sedativi possono causare confusioni ed eccitazione paradossa negli anziani. In base all'esperienza si e' stabilito che il dosaggio normale di paracetamolo per gli adulti e' adeguato. Tuttavia, nei soggetti anziani, fragili, immobilizzati, puo' essere appropriata una riduzione della dose o della frequenza di somministrazione del paracetamolo. Bambini sotto i 15 anni. Il prodotto non e' raccomandato nei bambini con meno di 15 anni a meno che non venga prescritto dal medico. Compromissione epatica. I pazienti con ridotta funzionalita' epatica devono consultare un medico prima di prendere questo prodotto. Quando si somministra paracetamolo a pazienti con funzionalita' epatica compromessa o sindrome di Gilbert, potrebbe essere necessario ridurre la dose o prolungare l'inttervallo di somministrazione. Danno renale. I pazienti con ridotta funzionalita' renale devono consultare un medico prima di prendere questo prodotto. Nei pazienti con danno renale, si raccomanda di ridurre la dose di paracetamolo e prolungare l'intervallo minimo tra ciascuna somministrazione ad almeno 6 ore. Adulti. Velocita' di filtrazione glomerulare. Dose 10-50 ml/min 500 mg ogni 6 ore 10ml/min 500 mg ogni 8 ore La dose massima giornaliera di paracetamolo non deve superare i 2000 mg nei seguenti casi, a meno che non sia prescritto da un medico: adulti o adolescenti con peso inferiore a 50 kg; compromissione epatica; alcolismo cronico; disidratazione; malnutrizione cronica. Non superare la dose indicata. Modo di somministrazione. Per uso orale. Le compresse devono essere ingerite intere (non devono essere masticate) con sufficiente liquido. 

CONSERVAZIONE: Il medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione. 

AVVERTENZE: Nei seguenti casi il paracetamolo deve essere somministrato solo con particolare cautela: compromissione epatica; alcolismo cronico - Insufficienza renale (GFR=50ml/min); sindrome di Gilbert (ittero non emolitico familiare); trattamento concomitante con medicinali che influenzano la funzionalita' epatica; carenza di glucosio 6-fosfatodeidrogenasi; anemia emolitica; carenza di glutatione; disidratazione; malnutrizione cronica; peso inferiore a 50 kg; anziani. I pazienti non devono assumere contemporaneamente altri prodotti contenenti paracetamolo a causa del rischio di grave compromissione epatica in caso di sovradosaggio. In seguito a un utilizzo a lungo termine e ad alte dosi di analgesici , possono verificarsi mal di testa che non devono essere trattati con dosi piu' alte di analgesici. In generale, l'assunzione abituale di analgesici, in particolare una combinazione di diverse sostanze analgesiche, puo' portare a danni renali permanenti con rischio d'insufficienza renale. L'interruzione brusca dopo un uso prolungato e ad alte dosi di analgesici puo' portare a mal di testa, affaticamento, dolore muscolare, nervosismo e sintomi autonomici. Questi sintomi da sospensione si risolvono entro pochi giorni. Fino a quel momento, un'ulteriore assunzione di analgesici deve essere evitata e ricominciata solo dietro consiglio del medico. I pazienti non devono assumere altri prodotti simpaticomimetici in concomitanza, inclusi altri decongestionanti nasali o oculari. Durante il trattamento con questo medicinale si deve evitare l'assunzione di bevande alcoliche. Il paracetamolo deve essere utilizzato con cautela in soggetti dipendenti dall'alcol. Il rischio di sovradosaggio e' maggiore nei pazienti con epatopatia alcolica non-cirrotica. Questo medicinale deve essere usato con cautela nei pazienti con: malattia cardiovascolare; diabete; ipertrofia prostatica, in quanto possono essere soggetti a ritenzione urinaria e disuria; malattia vascolare occlusiva (ad esempio Fenomeno di Raynaud); psicosi; tosse cronica, asma o enfisema. I pazienti anziani possono essere particolarmente s ensibili agli effetti della pseudoefedrina sul sistema nervoso centrale. Si raccomanda l'uso di questo medicinale solo quando i sintomi (dolore e/o febbre, congestione) sono presenti. Deve essere usato solo per pochi giorni. Se i sintomi persistono per oltre 3 giorni o peggiorano , i pazienti devono consultare il medico. In caso d'intervento chirurgico si consiglia d'interrompere il trattamento alcuni giorni prima. L'uso di anestetici alogenati puo' aumentare il rischio di crisi ipertensiva. Si deve evitare l'uso in pazienti con sindrome del QT lungo congenita o altri disturbi cardiaci clinicamente rilevanti (in particolare cardiopatia coronarica, disturbi della conduzione cardiaca, aritmie). Deve inoltre essere evitato l'uso concomitante di medicinali, che a loro volta prolungano l'intervallo QT (ad esempio farmaci anti-aritmici di classe IA e III, alcuni antibiotici, farmaci antimalarici, neurolettici) o che provocano ipokaliemia. Popolazione pediatrica. Questo prodotto non deve essere somministrato ai bambini con meno di 15 anni di eta'. Avvertenza relativa all'uso improprio come agente dopante. La pseudoefedrina puo' determinare positivita' a certi test anti-doping. Gravi reazioni cutanee. Reazioni cutanee gravi come la pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP) possono verificarsi con prodotti contenenti pseudoefedrina. Questa eruzione pustolosa acuta puo' verificarsi entro i primi 2 giorni di trattamento, con febbre e numerose, piccole pustole, per lo piu' non follicolari, derivanti da un eritema edematoso molto diffuso e localizzate principalmente sulle pieghe cutanee, sul tronco e sugli arti superiori. I pazienti devono essere attentamente monitorati. Se si osservano segni e sintomi come piressia, eritema o numerose piccole pustole, la somministrazione del farmaco deve essere interrotta e devono essere prese misure appropriate se necessario. 

INTERAZIONI: Paracetamolo. L'effetto anticoagulante del warfarin e degli altri derivati cumarinici puo' essere potenziato dall'uso regolare prolungato del paracetamolo, con aumento del rischio di sanguinamento. L'assunzione occasionale di paracetamolo non ha effetti significativi. Metoclopramide o domperidone possono determinare un aumento della velocita' di assorbimento del paracetamolo. L'epatotossicita' del paracetamolo puo' essere potenziata dall'uso dei farmaci rifampicina e isoniazide, usati per il trattamento della tubercolosi. L'emivita del cloramfenicolo puo ' essere prolungata dal paracetamolo. E' comunque possibile l'uso concomitante del cloramfenicolo per via topica quando e' usato per il trat tamento delle infezioni oculari. Antiepilettici come fenitoina, fenobarbitale e carbamazepina (induttori enzimatici) possono aumentare il rischio di compromissione epatica. Il paracetamolo puo' ridurre la biodisponibilita' della lamotrigina, con possibile riduzione del suo effetto, a causa di una possibile induzione del suo metabolismo nel fegato. La colestiramina puo' ridurre l'assorbimento del paracetamolo. La colestiramina non deve essere somministrata prima che sia trascorsa un'ora dalla somministrazione del paracetamolo. L'uso regolare di paracetamolo contemporaneamente a zidovudina puo' causare neutropenia e aumentare il rischio di compromissione epatica. Il trattamento per la gotta con probenecid riduce la clearance del paracetamolo; pertanto la dose di paracetamolo puo' essere ridotta in caso di trattamento concomitante. L'epatotossicita' del paracetamolo puo' essere potenziata dall'eccessiva assunzione di alcool. Il paracetamolo puo' interferire con la determinazione dell'uricemia (mediante il metodo dell'acido fosfotungstico) e della glicemia. I salicilati/acido acetilsalicilico possono prolungare l'emivita di eliminazione del paracetamolo. Sono state segnalate interazioni farmacologiche che coinvolgono paracetamolo e un certo numero di altri farmaci. Il significato clinico nell'uso acuto al regime posologico e' ritenuto improbabile. Pseudoefedrina : La pseudoefedrina puo' potenziare l'azione degli inibitori delle mono-aminossidasi (IMAO, inclusi moclobemide e brofaromina) e puo' indurre crisi ipertensive . Il medicinale e' pertanto controindicato in pazienti che stanno assumendo o hanno assunto IMAO nelle ultime due settimane. L'uso concomitante di pseudoefedrina con altri simpaticomimetici o antidepressivi triciclici (ad esempio amitriptilina) puo' aumentare il rischio di effetti indesiderati cardiovascolari. La pseudoefedrina puo' ridurre l'effetto dei beta-bloccanti e di altri farmaci antipertensivi (ad esempio debrisochina, guanetidina, reserpina, metildopa). Il rischio d'ipertensione e di altri effetti indesiderati cardiovascolari puo' essere aumentato. La pseudoefedrina puo' interagire con gli anestetici alogenati quali ciclopropano, alotano, enflurano, isoflurano. L'uso concomitante di pseudoefedrina con digossina e glicosidi cardiaci puo' aumentare il rischio di battito cardiaco irregolare o di attacco cardiaco. Alcaloidi della segale cornuta (ergotamina e metisergide): l'uso concomitante puo' causare un aumento del rischio di ergotismo. L'uso concomitante di linezolid puo' aumentare il rischio d'ipertensione. Difenidramina. La difenidramina puo' potenziare gli effetti sedativi dell'alcol e di altri depressivi del SNC (ad esempio tranquillanti, ipnotici, analgesici oppioidi e ansiolitici). Gli inibitori delle mono-aminossidasi possono prolungare e intensificare gli effetti anticolinergici della difenidramina. Siccome la difenidramina ha una certa attivita' anticolinergica, gli effetti di alcuni farmaci anticolinergici (ad esempio atropina , antidepressivi triciclici) possono essere potenziati. La difenidramina e' un inibitore dell'isoenzima CYP2D6 del citocromo P450. Pertanto, puo' esserci un potenziale d'interazione con i farmaci che vengono metabolizzati principalmente da CYP2D6, come metoprololo e venlafaxina. Deve essere evitato l'uso concomitante di altri medicinali che prolungano l'intervallo QT (ad esempio farmaci antiaritmici di classe IA e III, alcuni antibiotici, farmaci antimalarici, neurolettici) o che provocano ipopotassiemia (ad esempio alcuni diuretici). 

EFFETTI INDESIDERATI: Paracetamolo. Gli eventi avversi che emergono dai dati storici degli studi clinici sono entrambi infrequenti e relativi a casi di esposizione limitata del paziente. Di conseguenza, gli eventi segnalati durante una lunga esperienza postcommercializzazione con la dose terapeutica/raccomandata e considerati correlati sono indicati di seguito e suddivisi per sistemi e organi secondo MedDRA e per frequenza. A causa dei limitati dati derivanti da sperimentazioni cliniche, la frequenza di questi eventi avversi e' sconosciuta (non puo' essere stimata sulla base dei dati disponibili), ma l'esperienza post-marketing indica che le reazioni avverse al paracetamolo sono rare (da 1/10.000 a 1/1.000) e che le reazioni gravi sono molto rare (1/10.000). Patologie del sistema emolinfopoietico: trombocitopenia, agranulocitosi, pancitopenia, leucopenia, neutropenia. Questi effetti non sono necessariamente causalmente correlati al paracetamolo. Disturbi del sistema immunitario: ipersensibilità, inclusi reazioni anafilattiche, angioedema, sindrome di Stevens-Johnson. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche: broncospasmo. Patologie epatobiliari: disfunzione epatica. Patologie gastrointestinali: disturbi addominali, diarrea, nausea e vomito. Pseudoefedrina. Patologie del sistema nervoso: stimolazione del sistema nervoso centrale (ad esempio insonnia, raramente allucinazioni). Patologie cardiache: effetti cardiaci (ad esempio tachicardia). Patologie vascolari : aumento della pressione sanguigna, sebbene non in caso d'ipertensione controllata. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: eruzione cutanea, prurito, eritema, orticaria, dermatite allergica. Non nota : reazioni cutanee gravi, compresa la pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP). Patologie renali e urinarie: ritenzione urinaria, soprattutto in pazienti con ipertrofia prostatica. Difenidramina. Di seguito sono elencate le reazioni avverse che sono state osservate negli studi clinici e sono considerate comuni o molto comuni in base alla Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA. La frequenza delle altre reazioni avverse identificate durante l'uso post-commercializzazione è non nota, ma queste reazioni sono verosimilmente non comuni orare. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comuni: affaticamento. Disturbi del sistema immunitario. Non noti: reazioni d'ipersensibilità, tra cui rash, orticaria, dispnea e angioedema. Disturbi psichiatrici. Non noti: stato confusionale, eccitazione paradossa. (ad esempio iperattività, irrequietezza, nervosismo) . Gli anziani hanno maggior rischio di stato confusionale ed eccitazio ne paradossa. Patologie del sistema nervoso. Comuni: sedazione, sonnolenza, disturbi dell'attenzione, instabilità, capogiri; Non noti: convu lsioni, cefalea, parestesia, discinesia. Patologie dell'occhio. Non noti: visione offuscata. Patologie cardiache. Non noti: tachicardia, palpitazioni. Disturbi dell'apparato respiratorio, del torace e del mediastino. Non noti: ispessimento delle secrezioni bronchiali. Patologie gastrointestinali. Comuni: bocca secca; Non noti: disturbi gastrointestinali inclusi nausea e vomito. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Non noti: contrazioni muscolari. Patologie renali e urinarie. Non noti: difficoltà nella minzione, ritenzione urinaria. Segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione. 

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO: Questo medicinale, come nel caso della maggior parte dei medicinali, non deve essere usato durante la gravidanza a meno che il potenziale beneficio del trattamento per la madre superi qualsiasi possibile rischio per il feto in via di sviluppo. Paracetamolo. Numerosi dati su donne in gravidanza non indicano ne' malformazioni, ne' tossicita' fetale/neonatale causate dal paracetamolo. Il paracetamolo puo' essere utilizzato durante la gravidanza se clinicamente necessario; tuttavia deve essere usato alla dose minima efficace per il minor tempo possibile e con la frequenza piu' bassa possibile. Pseudoefedrina. Studi su animali hanno mostrato tossicita' riproduttiva. L'uso di pseudoefedrina cloridrato diminuisce il flusso ematico uterino nella madre, ma i dati clinici sono insufficienti per delineare gli effetti sulla gravidanza. Difenidramina. Sulla base degli studi sugli animali non si ritiene che la difenidramina aumenti il rischio di anomalie congenite. Tuttavia, non esistono studi adeguati e ben controllati sulle donne in gravidanza. E' noto che la difenidramina attraversa la placenta. L'utilizzo di antistaminici sedativi durante il terzo trimestre puo' causare reazioni avverse sul neonato. La sicurezza della pseudoefedrina durante la gravidanza non e' stata stabilita. E' noto che la difenidramina attraversa la placenta e deve pertanto essere usata durante la gravidanza solo se ritenuta essenziale dal medico. In considerazione dei potenziali effetti cardiovascolari e neurologici della pseudoefedrina, si sconsiglia l'assunzione di questo medicinale durante l'allattamento. Il paracetamo lo viene escreto nel latte materno ma non in quantita' clinicamente rilevanti. I dati disponibili pubblicati non controindicano l'allattamento al seno. Uno studio di farmacocinetica sul paracetamolo condotto su 12 madri in allattamento ha rivelato che meno dell'1% di una dose orale di 650 mg di paracetamolo e' comparso nel latte materno. Risultati simili sono stati riportati in altri studi, pertanto l'ingestione da parte della madre di dosi terapeutiche di paracetamolo non sembra rappresentare un rischio per il bambino. La pseudoefedrina passa nel latte materno e puo' influenzare il neonato allattato al seno (irritabilita' , pianto eccessivo e alterazione del ritmo sonno-veglia). E' stato stimato che circa 0,4-0,7% di una singola dose da 60 mg di pseudoefedrina ingerita da una madre che allatta viene escreto nel latte materno nell'arco delle 24 ore. La difenidramina viene escreta nel latte materno, ma in concentrazioni non quantificate. Sebbene non si ritenga che inseguito alla somministrazione di dosi terapeutiche i livelli di difenidramina siano sufficientemente alti da influenzare il bambino, si sconsiglia l'uso di difenidramina durante l'allattamento. I neonati o i neonati prematuri mostrano un aumento della sensibilita' agli antistaminici. Non ci sono dati disponibili sull'effetto di paracetamolo, pseudefedrina cloridrato o difenidramina cloridrato sulla fertilita'.

Formato:  16 compresse rivestite

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