Vai al contenuto
Influenza

Influenza

L'influenza stagionale è una malattia virale respiratoria che colpisce le persone durante determinate stagioni dell'anno, di solito durante l'autunno e l'inverno. È causata da ceppi specifici del virus e può provocare una serie di sintomi respiratori e sistemici. Frequente soprattutto nei soggetti fragili, come anziani, bambini e persone immunodepresse o con malattie croniche, si può manifestare con sintomi come tosse e febbre. Sebbene nella maggior parte dei casi la malattia decorra naturalmente senza l’impiego di farmaci specifici, bisogna tenere sotto controllo lo stato di salute generale della persona per evitare complicazioni come la polmonite. 

Sintomi

I sintomi dell’influenza sono principalmente a carico dell’apparato respiratorio e di quello intestinale, a seconda dell’eziologia della malattia. Nella maggior parte dei casi interessa le vie aeree alte, ma può essere associata ad altri segni di malessere complessivo che possono variare da lievi a gravi. 

La febbre è tra i sintomi più frequenti. La temperatura corporea può aumentare improvvisamente e superare di 38°C, come risposta del sistema immunitario alla presenza dei virus influenzali nel corpo. Questi agenti patogeni attaccano le cellule dell’apparato respiratorio e innescano una cascata di reazioni immunitarie. Uno dei meccanismi di difesa dell'organismo è l'innalzamento della temperatura corporea, poiché molte infezioni virali non prosperano a temperature più elevate.

La febbre influenzale può durare da alcuni giorni a una settimana o più, con il picco di febbre generalmente nei primi giorni della malattia. La sua diminuzione è spesso un segno che l'organismo sta rispondendo positivamente al virus e che la persona sta iniziando a guarire.

La tosse può essere un sintomo estremamente fastidioso e persistente durante il corso dell'infezione influenzale. Si tratta di una risposta del sistema respiratorio all'infezione virale che attacca anche le cellule delle vie respiratorie, causando irritazione e infiammazione. Questa reazione del corpo porta alla tosse come meccanismo di difesa per espellere le particelle estranee e il muco dalle vie respiratorie.

La tosse influenzale è spesso secca, cioè non è accompagnata da produzione di muco. Questo tipo di tosse può essere particolarmente irritante e fastidioso per il paziente. La tosse può essere persistente, e la sua gravità può variare da leggera a grave. Si presenta nei primi giorni della malattia e può persistere anche dopo la scomparsa di altri sintomi influenzali: la sua durata varia da persona a persona, ma spesso diminuisce gradualmente, man mano che l'organismo si libera del virus.

Spesso la tosse può essere accompagnata e provocare mal di gola, causato dall'irritazione e dall'infiammazione della mucosa del cavo orale. I virus influenzali attaccano le cellule del tratto respiratorio superiore, innescando una risposta infiammatoria del sistema immunitario che può causare dolore e disagio nella gola.

Il mal di gola influenzale è spesso descritto come un disagio o un dolore nella parte posteriore della gola e può essere associato a sintomi come la secchezza localizzata e la difficoltà a deglutire. In alcuni casi, questa sensazione di fastidio può irradiare verso le orecchie, causando un disagio aggiuntivo. Si tratta di un sintomo precoce della malattia e può persistere per alcuni giorni. 

Quando l’influenza non viene trattata tempestivamente il mal di gola può essere la spia di un’infiammazione più significativa che può portare anche alla comparsa delle placche in gola, dei puntini che si trovano nella parte posteriore della bocca. 

Dal momento che questa patologia stagionale coinvolge principalmente le vie respiratorie, la persona può sperimentare anche raffreddore, un’infiammazione della mucosa nasale che si attiva in risposta all’attacco virale. Si manifesta con naso chiuso o che cola, insieme alla sensazione di congestione nasale che rende la respirazione difficoltosa e starnuti frequenti.

Non bisogna poi sottovalutare anche la presenza di sintomi sistemici, ossia che si possono manifestare su tutto il corpo: 

  • mal di testa, spesso improvviso e intenso e che si presenta nella fase iniziale dell'influenza. Quando associato a sintomi di congestione nasale, può essere localizzato nella zona del naso; 
  • dolori muscolari e articolari, tipici di chi ha l’influenza o la febbre. Vengono descritti dalle persone come la sensazione di “ossa rotte” e di indolenzimento complessivo, soprattutto agli arti inferiori e alla schiena; 
  • affaticamento estremo, tanto da rendere lo svolgimento delle attività quotidiane difficoltose; 
  • perdita dell’appetito o alterazione dei sapori; 

Talvolta i sintomi dell’influenza possono riguardare anche l’apparato gastrointestinale e portare a nausea, vomito e scariche. Questi sintomi sono tipici anche nei bambini, in cui i virus influenzali si manifestano anche con irritabilità e cambiamento nei comportamenti. 

È importante sottolineare che i sintomi dell'influenza possono variare da persona a persona, e non tutti sperimentano tutti i sintomi elencati: questo dipende dalla tipologia di virus con cui entra in contatto l’organismo, la presenza di un vaccino che ha messo in allarme il sistema immunitario nei confronti dell'attacco di questi agenti patogeni e lo stato di salute complessivo della persona. 

Cause

Le cause dell’influenza stagionale sono determinate dalla presenza di un virus che attacca il sistema immunitario della persona e ne determina una risposta infiammatoria. Esistono due categorie di virus che possono portare a questa patologia: 

  • tipo A, noti come Influenzavirus A e sono suddivisi in sottotipi basati sulle proteine superficiali, l'emagglutinina (H) e la neuraminidasi (N). Gli esseri umani possono essere infettati da vari sottotipi di virus influenzali di tipo A. Questi virus sono noti per la loro capacità di mutare nel tempo attraverso un processo chiamato "drift antigenico" (cambiamento antigenico graduale) e "shift antigenico" (cambiamento antigenico improvviso). Questi cambiamenti influenzano la capacità del sistema immunitario di riconoscere il virus, rendendo necessaria la produzione di nuovi vaccini influenzali ogni anno; 
  • Tipo B, noti come Influenzavirus B. Sebbene i virus influenzali di tipo B non si suddividano in sottotipi come quelli di tipo A, possono anche mutare nel tempo. Tuttavia, queste mutazioni tendono ad essere meno frequenti rispetto a quelle dei virus di tipo A.

La trasmissione dell'influenza stagionale è un processo chiave nel diffondersi di questa malattia respiratoria contagiosa e che si può svolgere in diversi modi: 

  • contatto con secrezioni respiratorie infette delle persone colpite. Queste sostanze contengono particelle virali e possono essere trasportate nell'aria attraverso starnuti, tosse o semplici conversazioni. Quando una persona infetta tossisce o starnutisce, le goccioline respiratorie cariche di virus vengono rilasciate nell'ambiente circostante. Se queste goccioline entrano in contatto con le mucose delle vie respiratorie di una persona sana, l'infezione può avvenire; 
  • contatto diretto, dal momento che il virus dell'influenza può sopravvivere su superfici inanimate per un periodo di tempo limitato. Le persone possono contrarre l'infezione toccando superfici contaminate e quindi portando le mani al viso, in particolare al naso, alla bocca o agli occhi. Questo meccanismo di trasmissione sottolinea l'importanza di una buona igiene delle mani per prevenire l'infezione.

L'influenza può essere una malattia che, se trascurata o non adeguatamente gestita, può aumentare il rischio di sviluppare altre patologie e complicazioni mediche. Gli individui colpiti da un'infezione influenzale sono più suscettibili a infezioni batteriche secondarie, come la polmonite batterica, che può essere grave o persino fatale. Inoltre, l'influenza può esacerbare condizioni mediche preesistenti, come problemi cardiaci o respiratori, portando a un peggioramento della salute generale. 

La malattia influenzale può anche indebolire il sistema immunitario, rendendo l'organismo più vulnerabile ad altre infezioni. È importante sottolineare che, specialmente per i gruppi ad alto rischio come anziani, bambini e individui con condizioni mediche croniche, la prevenzione e la gestione tempestiva dell'influenza sono fondamentali per evitare il rischio di complicazioni mediche.

Rimedi e cure per l’influenza

Tra i rimedi più efficaci per l’influenza c’è il vaccino. Viene formulato per coprire specifici ceppi di virus influenzali previsti per la stagione influenzale in corso, selezionati in base alle raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dei centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) in base alle informazioni sui ceppi circolanti. 

Sono disponibili vari tipi di vaccino antinfluenzale, tra cui il vaccino inattivato, il vaccino attenuato e il vaccino ricombinante. Il vaccino inattivato, somministrato per iniezione, è il più comunemente utilizzato. Il vaccino attenuato è somministrato tramite spray nasale ed è adatto a determinate fasce di età. Il vaccino ricombinante è un'opzione per coloro che sono allergici alle proteine dell'uovo, comunemente presenti in alcuni vaccini.

Questa misura preventiva stimola il sistema immunitario a produrre anticorpi specifici contro i ceppi di virus influenzali presenti nel vaccino: questo prepara il corpo a combattere i virus influenzali quando la persona entra in contatto con essa. La vaccinazione riduce significativamente il rischio di contrarre l'influenza e, in caso di infezione, attenua la gravità dei sintomi.

Proprio per questo, alcuni gruppi di persone sono particolarmente suscettibili alle complicazioni influenzali, e la vaccinazione è particolarmente raccomandata per loro. Questi gruppi includono anziani, bambini, donne in gravidanza, persone con condizioni mediche croniche e operatori sanitari.

Per quanto riguarda, invece, il trattamento sintomatico possono essere prescritti dei farmaci antipiretici, tra cui il paracetamolo e l'ibuprofene, per poter tenere sotto controllo la temperatura e ridurre i sintomi associati come brividi di freddo e debolezza. È essenziale seguire attentamente il dosaggio consigliato, soprattutto se si rende necessario un trattamento prolungato nel tempo. Si sconsiglia di assumere i farmaci antipiretici in forma preventiva. 

Per lenire i sintomi della tosse secca o grassa, si possono utilizzare farmaci espettoranti che aiutano a ridurre l'irritazione della gola e favorire l'eliminazione del muco. Possono essere assunti in compresse o sciroppo a seconda delle preferenze della persona. Al tempo stesso si può ricorrere a spray o caramelle per la gola che aiutino a lenire l’irritazione e diano sollievo immediato dal fastidio. 

Qualora la febbre dovesse essere elevata e i sintomi persistenti e invalidanti il pediatra può prescrivere un trattamento con antibiotici da assumere per un periodo di tempo che varia dai 3 ai 5 giorni. 

Oltre al trattamento farmacologico, è opportuno osservare un periodo di riposo per favorire la ripresa. L'organismo ha bisogno di energia per combattere l'infezione e prendersi una pausa aiuta a conservarla: per questo, durante la fase acuta dell'influenza, è consigliabile riposare a letto il più possibile. 

Inoltre, ci sono alcuni accorgimenti che possono favorire e accelerare il processo di guarigione: 

  • installare un umidificatore dell’aria nella stanza in cui si riposa per mantenere le vie respiratorie idratate, ridurre la congestione nasale e contenere la secchezza della gola; 
  • isolamento, per prevenire la diffusione dell’influenza con le altre persone. La fase durante la quale si è più contagiosi è nei primi giorni; tuttavia, è necessario considerare di volta in volta in base ai tempi di ripresa personali e alla scomparsa dei sintomi; 
  • vestirsi a strati, in modo da poter esser preparati sia quando sale la febbre sia quando scende. È importante evitare di sudare troppo e raffreddarsi. 

Sebbene i rimedi contro l’influenza possano essere considerati spesso dei palliativi, bisogna porre particolare attenzione quando i sintomi si presentano nei bambini. In questo caso il trattamento può prevedere: 

  • farmaci antipiretici per tenere bassa la febbre, usualmente prescritti quando la febbre supera 38.5°C. Possono esser somministrati al piccolo sia per bocca con lo sciroppo con l’aiuto di un dosatore sia per via rettale con una supposta. La posologia e la frequenza dipendono dall’età, il peso e il farmaco suggerito dal pediatra; 
  • lavaggi nasali con acqua fisiologica per eliminare la congestione nasale e aiutare il bambino a respirare al meglio, soprattutto durante la notte; 
  • idratazione costante attraverso acqua, succhi di frutta senza zucchero e altri preparati che prevengano la disidratazione. Nei neonati la disidratazione è un rischio per la salute del piccolo.

L'idratazione adeguata riveste un ruolo fondamentale nella gestione dei sintomi influenzali: quando si contrae il virus, il corpo affronta una serie di stress fisiologici, tra cui l’aumento della temperatura, sudorazione, perdita di liquidi attraverso la tosse e l'evaporazione. Mantenere un corretto bilancio idrico è cruciale per il comfort del paziente e per il recupero ottimale perché: 

  • previene la disidratazione che può peggiorare i sintomi influenzali e ritardare il recupero. Bere liquidi abbondanti, magari con degli integratori di sali minerali come potassio e magnesio, aiuta il corpo nel mantenimento dell’equilibrio elettrolitico; 
  • sollievo dalla secchezza delle vie respiratorie e irritazione della gola, migliorando il comfort generale nel paziente; 
  • riduzione della congestione nasale, soprattutto quando si assumono liquidi caldi come tè, brodo o brodo salato, facilitando la respirazione; 
  • mantenimento dell’energia, dal momento che è comune durante l’influenza poter riscontrare dei momenti di stanchezza generalizzata e di spossatezza. 

Anche l’alimentazione svolge un ruolo essenziale durante la fase acuta e di convalescenza dell'influenza. Sebbene le persone convalescenti possano mostrare una diminuzione dell’appetito, ci sono alcuni cibi che possono essere particolarmente utili per potersi riprendere in meno tempo: 

  • alimenti facili da deglutire, essenziali soprattutto quando si soffre di mal di gola. In questo senso le minestre o i preparati a base di brodo e verdura possono essere dei preziosi alleati. Al tempo stesso si possono anche realizzare dei purè di verdure per assicurare il giusto apporto di fibre; 
  • cibi freschi, come yogurt, per lenire l’infiammazione della gola e concedersi qualcosa di sfizioso durante il periodo di malattia; 
  • facilmente digeribili e ben cotti, soprattutto quando insieme ai sintomi influenzali si sperimentano anche quelli tipici dei disturbi intestinali; 
  • evitare alcool in quanto non farebbe altro che disidratare ulteriormente il corpo e interferire con i farmaci che sono stati prescritti dal medico; 
  • limitare i cibi processati con un alto contenuto di zuccheri raffinati e grassi saturi in quanto potrebbero aumentare l’infiammazione e incidere negativamente sul sistema immunitario. 

Inoltre, è essenziale favorire quegli alimenti che possono essere ricchi di vitamine, in particolare la vitamina C che può dare il giusto apporto al sistema immunitario. Al tempo stesso si suggerisce di assumere integratori alimentari che possano dare un aiuto durante la ripresa e, successivamente, fortificare la risposta immunitaria da un secondo attacco da parte di virus influenzali. 

Infine, si può ricorrere anche ai rimedi naturali contro l’influenza che, insieme a quelli farmacologici possono supportare la persona nel liberarsi dagli agenti patogeni: 

  • miele, noto per le sue proprietà lenitive sulla gola irritata, può essere utilizzato per alleviare il mal di gola. Può essere consumato da solo o aggiunto a tè caldi; 
  • alimenti con vitamina C come kiwi, fragole e altre fonti naturali per contribuire alla riduzione della durata dei sintomi influenzali. Attenzione nel preferire sempre la frutta di stagione
  • zenzero, apprezzato per le sue proprietà antinfiammatorie, può essere un prezioso alleato per ridurre la nausea e alleviare il disagio gastrointestinale che, spesso, si accompagna all’influenza; 
  • echinacea, una pianta a cui sono attribuite proprietà immunostimolanti. Gli estratti sono spesso utilizzati come rimedi naturali per ridurre l’intensità dei sintomi influenzali; 
  • lavanda ed eucalipto, ideali soprattutto quando vengono utilizzati negli aerosol, sono ideali per aiutare a liberare le vie respiratorie e ridurre la congestione nasale. 

Le complicazioni dell'influenza possono variare dalla manifestazione di sintomi moderati a gravi, mettendo in pericolo la vita del paziente. È fondamentale riconoscere e trattare tempestivamente queste complicazioni: 

  • polmonite influenzale, data dal progressivo indebolimento del sistema immunitario dovuto alla sindrome influenzale che rende il corpo più suscettibile a infezioni batteriche secondarie nei polmoni. Questa condizione richiede spesso un trattamento antibiotico; 
  • infezioni dell’apparato respiratorio, come bronchite o sinusite, che portano a difficoltà respiratorie, tosse persistente e accumulo di muco; 
  • encefalopatia e problemi cardiologici che sono il risultato di un complessivo esacerbarsi del quadro clinico della persona.

In conclusione, l’influenza è una malattia stagionale che usualmente ha un decorso che dura massimo sette giorni e non lascia particolari strascichi nel soggetto. Tuttavia, in soggetti particolarmente fragili, è possibile che i sintomi diventino più severi e portino a complicanze.