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Nevralgia del trigemino: sintomi, cause e rimedi

Nevralgia del trigemino: sintomi, cause e rimedi

La nevralgia del trigemino, spesso definita la "malattia del suicidio" per la sua intensità insopportabile, è una delle condizioni dolorose più severe conosciute dall'uomo. 

La paura costante di un nuovo attacco, la difficoltà a svolgere le attività più basilari e l'impatto devastante sul benessere psicologico possono portare a un isolamento sociale e a una profonda disperazione. Comprendere cosa sia esattamente la nevralgia del trigemino, saperne riconoscere i sintomi, identificare le cause che la scatenano e, soprattutto, conoscere i rimedi e i trattamenti disponibili è fondamentale per chi ne soffre e per chi cerca di aiutarli a ritrovare la serenità e una vita senza dolore.

Come capire se si ha la nevralgia del trigemino?

Riconoscere la nevralgia del trigemino è cruciale per una diagnosi e un trattamento tempestivi, data la sua natura estremamente dolorosa. I sintomi sono molto caratteristici e, una volta sperimentati, difficilmente vengono dimenticati. La descrizione del paziente è spesso così vivida e specifica da guidare il medico verso la diagnosi.

Il sintomo cardinale della nevralgia del trigemino è il dolore facciale. Questo dolore presenta caratteristiche ben definite che lo distinguono da altre forme di dolore al viso:

  • intensità estrema: è descritto come un dolore lancinante, acuto, urente, simile a una scarica elettrica, una pugnalata o un fulmine. È uno dei dolori più severi che si possano provare, spesso classificato ai massimi livelli della scala del dolore. La sua intensità può essere tale da far sussultare il paziente, bloccare la respirazione o interrompere bruscamente qualsiasi attività.
  • durata breve: gli attacchi di dolore durano tipicamente da pochi secondi a meno di due minuti. Questa brevità è una caratteristica distintiva. Possono essere singoli, isolati, o ripetersi in rapida successione, creando una serie di fitte continue che possono durare per minuti o ore, lasciando il paziente esausto e terrorizzato dalla prossima scarica.
  • localizzazione: il dolore colpisce le aree innervate dal nervo trigemino. Il nervo trigemino è il quinto nervo cranico e ha tre branche principali, ognuna delle quali innerva una specifica area del viso. Proprio per questo, talvolta, viene scambiato per un mal di denti molto intenso. 
  • trigger points (punti grilletto): il dolore è spesso scatenato da stimoli innocui e non dolorosi che toccano specifiche aree del viso o della bocca, o che attivano i muscoli facciali. Questi "punti grilletto" sono estremamente sensibili e possono essere:
    • toccare il viso (anche un leggero sfioramento, il vento freddo, il lavarsi, il radersi, il truccarsi).
    • attività quotidiane come parlare, mangiare, bere (specialmente cibi o bevande a temperature estreme, calde o fredde).
    • spazzolarsi i denti, lavarsi la faccia, soffiarsi il naso.
    • sorridere, sbadigliare o fare qualsiasi espressione facciale. La paura di attivare questi trigger può portare il paziente a limitare drasticamente le attività quotidiane, isolandosi e compromettendo la nutrizione.
  • periodi di remissione e riacutizzazione: la nevralgia del trigemino è una condizione cronica che si manifesta con periodi di dolore intenso (fasi di riacutizzazione) alternati a periodi di remissione (assenza di dolore o dolore lieve). La durata delle remissioni può variare da settimane a mesi o anni, ma la paura che il dolore possa tornare è una costante ansia che influisce sulla qualità della vita. Con il tempo, le fasi di remissione possono accorciarsi e gli attacchi diventare più frequenti e gravi.
  • assenza di deficit neurologici: a differenza di altre patologie neurologiche che causano dolore facciale, la nevralgia del trigemino classica non causa tipicamente debolezza muscolare, intorpidimento o perdita di sensibilità permanente nel viso. Se questi sintomi sono presenti, possono indicare una forma secondaria di nevralgia o un danno al nervo dovuto a trattamenti.

Come si diagnostica: La diagnosi di nevralgia del trigemino è principalmente clinica, basata sulla descrizione dettagliata dei sintomi da parte del paziente e sull'esame obiettivo. Il medico (medico di base, neurologo) raccoglierà un'anamnesi accurata, chiedendo informazioni sulle caratteristiche del dolore (intensità, durata, localizzazione, trigger), sui fattori scatenanti e sulla sua storia evolutiva.

L'esame neurologico è fondamentale per escludere altre cause di dolore facciale. Il medico valuterà la sensibilità del viso in tutte le aree innervate dal trigemino, la funzione dei muscoli masticatori (chiedendo al paziente di serrare la mascella e muoverla) e i riflessi facciali (es. riflesso corneale). Un esame neurologico normale, in presenza di dolore tipico, supporta fortemente la diagnosi di nevralgia del trigemino classica. Se l'esame neurologico rivela anomalie, ciò suggerisce una causa secondaria.

Per escludere cause secondarie (es. compressione da tumore, lesioni della sclerosi multipla o compressione da un vaso sanguigno atipico), il medico può richiedere una risonanza magnetica (RM) dell'encefalo, con particolare attenzione alla fossa cranica posteriore, dove il nervo trigemino emerge dal tronco encefalico. La RM è cruciale per:

  • evidenziare la compressione neurovascolare: la causa più comune di nevralgia del trigemino classica. La RM ad alta risoluzione può visualizzare un vaso sanguigno (spesso un'arteria, come l'arteria cerebellare superiore, o una vena) che preme sul nervo trigemino nel punto di ingresso nel tronco encefalico (zona di entrata della radice). Questa compressione cronica si ritiene causi la demielinizzazione (danno alla guaina mielinica, lo strato protettivo che riveste il nervo), portando a una trasmissione anomala degli impulsi nervosi e al dolore.
  • rilevare la presenza di tumori, cisti o altre lesioni occupanti spazio che possono comprimere il nervo trigemino.
  • identificare lesioni demielinizzanti tipiche della sclerosi multipla (SM) nel tronco encefalico che interessano il nervo trigemino, specialmente nei pazienti più giovani.

La diagnosi precoce è fondamentale per iniziare un trattamento efficace e migliorare la qualità di vita, evitando la cronicizzazione del dolore e le sue devastanti conseguenze.

Cosa scatena l'infiammazione del nervo trigemino?

L'infiammazione o l'irritazione del nervo trigemino, che porta alla nevralgia, può essere scatenata da diverse cause, sebbene in molti casi la causa specifica non sia immediatamente evidente. La distinzione più importante è tra nevralgia del trigemino classica (o idiopatica) e secondaria, che hanno implicazioni diverse per il trattamento.

  1. Nevralgia del trigemino classica (o idiopatica):
    • Causa principale: la causa più comune è la compressione neurovascolare. Questo si verifica quando un vaso sanguigno (spesso un'arteria, come l'arteria cerebellare superiore, o una vena) entra in contatto e preme sul nervo trigemino nel punto in cui esso emerge dal tronco encefalico. Questa compressione cronica si ritiene causi un danno alla guaina mielinica (lo strato protettivo isolante che riveste il nervo), portando a una trasmissione anomala degli impulsi nervosi. Invece di un segnale normale, il nervo genera scariche elettriche dolorose. La pulsazione del vaso sanguigno contro il nervo nel tempo contribuisce al danno.
    • Fattori scatenanti: i "punti grilletto" (trigger points) sul viso o in bocca, come toccare, parlare, mangiare, bere, lavarsi, radersi, sono gli stimoli che innescano gli attacchi di dolore. Non sono la causa del danno al nervo, ma il meccanismo che lo "accende", trasformando un segnale innocuo in una scarica dolorosa a causa della mielina danneggiata.
  2. Nevralgia del trigemino secondaria:
    • Causa: il dolore è dovuto a una patologia sottostante che danneggia o comprime il nervo trigemino. Identificare questa causa è fondamentale per un trattamento mirato.
    • Sclerosi multipla (SM): la SM è una malattia demielinizzante cronica che colpisce il sistema nervoso centrale. Le lesioni (placche) che si formano nel tronco encefalico possono interessare direttamente il nervo trigemino, distruggendo la sua guaina mielinica e portando a nevralgia. Questa è una causa comune di nevralgia del trigemino nei giovani adulti.
    • Tumori: tumori (benigni o maligni) che crescono vicino al nervo trigemino, nel cranio o nel canale spinale, possono comprimerlo direttamente, causando dolore. La crescita del tumore può essere lenta, e il dolore può essere progressivo.
    • Malformazioni artero-venose (MAV): anomalie congenite o acquisite dei vasi sanguigni, dove arterie e vene sono connesse in modo anomalo, possono creare un groviglio vascolare che comprime il nervo.
    • Cisti o altre lesioni occupanti spazio: cisti aracnoidee, aneurismi, o altre formazioni che occupano spazio nella fossa cranica posteriore possono comprimere il nervo.
    • Infezioni: in rari casi, infezioni virali (es. herpes zoster - fuoco di Sant'Antonio, che può causare nevralgia post-erpetica) o batteriche possono danneggiare il nervo.
    • Traumi: lesioni al viso o alla testa, fratture ossee, o interventi chirurgici possono danneggiare direttamente il nervo trigemino, portando a dolore cronico.
    • Malattie del tessuto connettivo: alcune malattie autoimmuni possono causare infiammazione o danni vascolari che interessano il nervo.
  3. Nevralgia del trigemino atipica:
    • Causa: il dolore è più costante, sordo, urente, e può essere meno lancinante e meno scatenato da trigger specifici rispetto alla forma classica. Spesso è associato a un danno nervoso più diffuso, a una combinazione di fattori, o a una componente neuropatica cronica. Può essere più difficile da trattare.

Fattori di rischio: Alcuni fattori possono aumentare la probabilità di sviluppare nevralgia del trigemino:

  • Età: la nevralgia del trigemino classica è più comune dopo i 50 anni, con un picco di incidenza tra i 60 e i 70 anni. Questo potrebbe essere legato all'indurimento dei vasi sanguigni con l'età.
  • Sesso femminile: è più comune nelle donne rispetto agli uomini.
  • Ipertensione: la pressione alta può aumentare il rischio di compressione vascolare sul nervo.
  • Familiarità: una storia familiare di nevralgia del trigemino può indicare una predisposizione genetica.
  • Sclerosi Multipla: come causa specifica, aumenta il rischio nei pazienti più giovani.

La comprensione della causa è fondamentale per impostare un trattamento mirato, poiché la nevralgia secondaria richiede il trattamento della patologia di base, mentre la nevralgia classica si concentra sulla gestione del dolore e della compressione.

Come sfiammare il nervo trigemino?

Il trattamento della nevralgia del trigemino mira a ridurre il dolore, controllare gli attacchi e migliorare la qualità di vita. Non si tratta di "sfiammare" il nervo nel senso di un'infiammazione acuta (come per una tendinite), ma di modulare l'attività nervosa anomala o di risolvere la compressione. La terapia è complessa e spesso multidisciplinare, con un approccio che va dai farmaci alla chirurgia.

  1. Terapia farmacologica (prima linea):
    • Anticonvulsivanti: sono i farmaci di prima scelta e più efficaci per il controllo del dolore. Agiscono stabilizzando le membrane nervose e riducendo la trasmissione anomala degli impulsi dolorosi.
      • Carbamazepina: è il farmaco più efficace e spesso il primo a essere prescritto. Agisce bloccando i canali del sodio voltaggio-dipendenti, riducendo l'eccitabilità neuronale. Il dosaggio viene aumentato gradualmente.
      • Oxcarbazepina: simile alla carbamazepina, ma con un profilo di effetti collaterali a volte più favorevole e meno interazioni farmacologiche.
      • Altri: gabapentin, pregabalin, lamotrigina, topiramato. Questi possono essere usati come alternativa se la carbamazepina o l'oxcarbazepina non sono tollerate o non sono sufficientemente efficaci.
    • Miorilassanti: farmaci come il baclofene possono essere usati, spesso in combinazione con gli anticonvulsivanti, per ridurre gli spasmi muscolari associati e il dolore.
    • Antidepressivi triciclici: a basse dosi, possono essere usati per il dolore neuropatico cronico, anche se non si soffre di depressione. Agiscono modulando i neurotrasmettitori e bloccando i canali del sodio.
    • Tossina botulinica (Botox): in alcuni casi, iniezioni di Botox possono essere utilizzate per ridurre il dolore, specialmente se ci sono spasmi muscolari associati o se i farmaci non sono tollerati. Agisce bloccando il rilascio di neurotrasmettitori che causano dolore e contrazione muscolare.
  2. Procedure non chirurgiche (per dolore non controllato dai farmaci o con effetti collaterali intollerabili):
    • Infiltrazioni di alcol o glicerolo: iniezioni di queste sostanze nel ganglio di Gasser (un gruppo di cellule nervose del trigemino) per danneggiare selettivamente le fibre nervose che trasmettono il dolore. L'effetto è temporaneo (mesi o anni) e può richiedere ripetizioni. Possono causare intorpidimento temporaneo.
    • Compressione con palloncino (Balloon Compression): una procedura in cui un piccolo palloncino viene gonfiato vicino al ganglio di Gasser per comprimere il nervo e danneggiare le fibre dolorose. L'effetto è temporaneo e può causare intorpidimento.
    • Radiofrequenza percutanea (Rizotomia a radiofrequenza): utilizza il calore generato da una corrente elettrica per distruggere selettivamente le fibre nervose che trasmettono il dolore. È una procedura più precisa e controllata, con un rischio ridotto di intorpidimento rispetto ad altre tecniche.
    • Radiochirurgia stereotassica (Gamma Knife o CyberKnife): una tecnica non invasiva che utilizza radiazioni altamente focalizzate per danneggiare il nervo trigemino e bloccare la trasmissione del dolore. L'effetto non è immediato e può richiedere settimane o mesi per manifestarsi. È una buona opzione per pazienti anziani o con comorbidità che non possono sottoporsi a chirurgia.
  3. Intervento chirurgico (per dolore persistente e grave, specialmente in caso di compressione vascolare):
    • Decompressione microvascolare (MVD): è l'intervento chirurgico di scelta per la nevralgia del trigemino classica causata da compressione vascolare. Il chirurgo esegue una craniotomia (apertura nel cranio) per accedere al nervo trigemino. Identifica il vaso sanguigno che comprime il nervo e lo sposta, interponendo un cuscinetto (es. in teflon) tra il vaso e il nervo per prevenire il contatto. È un intervento complesso ma con alti tassi di successo a lungo termine (remissione del dolore in oltre l'80% dei casi). Il recupero richiede tempo.
    • Neurotomia: in rari casi, quando altre opzioni non sono efficaci o appropriate, può essere eseguita la sezione chirurgica di una parte del nervo. Questa procedura causa intorpidimento permanente nel viso.
  4. Terapie di supporto e gestione dello stile di vita:
    • Identificazione ed evitamento dei trigger: cercare di identificare e, se possibile, evitare gli stimoli che scatenano il dolore (es. bere liquidi a temperatura ambiente, evitare il vento freddo usando sciarpe o maschere, usare spazzolini da denti morbidi e dentifrici delicati, mangiare cibi morbidi).
    • Gestione dello stress: lo stress può peggiorare la percezione del dolore e la frequenza degli attacchi. Tecniche di rilassamento, meditazione, yoga, mindfulness possono essere d'aiuto.
    • Supporto psicologico: la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) può aiutare a gestire il dolore cronico, l'ansia e la depressione associati alla nevralgia, migliorando la capacità di coping e la qualità di vita.
    • Dieta: non esiste una dieta specifica per la nevralgia, ma mantenere una buona nutrizione generale è importante. Evitare cibi e bevande che notoriamente scatenano gli attacchi.
    • Fisioterapia: può aiutare a gestire la tensione muscolare del viso e della mascella.

La gestione della nevralgia del trigemino è un percorso che richiede pazienza e collaborazione tra il paziente e un team di specialisti (neurologo, neurochirurgo, radiologo interventista, terapista del dolore, psicologo), per trovare la combinazione di trattamenti più efficace e migliorare significativamente la qualità di vita.