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Artrosi: sintomi, cause, cure e rimedi

Artrosi

L'artrosi è una malattia cronica delle articolazioni che provoca danni alla cartilagine, ovvero il tessuto liscio che riveste le ossa all'interno delle articolazioni. La cartilagine è importante perché aiuta le ossa a scivolare agevolmente l'una sull'altra, permettendo i movimenti delle articolazioni in modo fluido e senza attrito.

Con l'artrosi, il tessuto cartilagineo si deteriora nel tempo e diventa sottile, provocando talvolta dolore, rigidità e gonfiore nelle zone colpite.

Durante la progressione dell'artrosi, possono verificarsi altre alterazioni articolari, come l'ipertrofia ossea, che si manifesta con la formazione di piccole escrescenze di osso chiamate osteofiti.

In questo articolo approfondiremo la malattia dell'artrosi, esplorando nel dettaglio i sintomi, le cause, le cure e i rimedi.

Sintomi

I sintomi dell'artrosi sono principalmente causati dal deterioramento della cartilagine, un tessuto resistente ed elastico che si trova tra le ossa delle articolazioni. La sua funzione principale è quella di ridurre l'attrito tra le ossa, consentendo ai movimenti articolari di essere fluidi e indolori.

La cartilagine è composta principalmente da cellule chiamate condrociti e da una sostanza gelatinosa detta matrice. Quest'ultima è formata da collagene e proteoglicani, che conferiscono alla cartilagine la sua forza e flessibilità. La cartilagine è priva di vasi sanguigni, quindi la sua nutrizione avviene attraverso il liquido sinoviale, una sostanza viscosa presente all'interno delle stesse articolazioni.

Quando la cartilagine inizia a deteriorarsi, la malattia dell'artrosi può presentarsi in maniera del tutto asintomatica, tanto che solo la metà dei pazienti presenta dei sintomi. Nel caso in cui essi sopraggiungano, la causa principale è da riscontrare soprattutto nello sfregamento delle ossa e dall'infiammazione che ne deriva. Infatti, con una cartilagine logorata, l'osso sottostante è maggiormente esposto e diventa più vulnerabile a danni. Si innesca, così, una risposta infiammatoria nel tessuto circostante, che provoca dolore, sensazione di calore e talvolta anche arrossamento

L'intensità del sintomo è estremamente variabile, anche se di solito il dolore è più acuto dopo aver utilizzato l'articolazione lesa. Ad esempio, le persone con artrosi al ginocchio possono sperimentare dolore dopo aver camminato o salito le scale, mentre le persone con artrosi alla mano possono provarlo dopo aver manipolato degli oggetti. Il dolore può anche essere presente a riposo, diventando più frequente e intenso man mano che la malattia progredisce.

Inoltre, il sintomo può essere causato anche dagli osteofiti, ossia delle piccole escrescenze ossee che possono formarsi intorno all'articolazione e irritare i tessuti circostanti. La loro comparsa è dovuta alla reazione delle ossa in assenza di cartilagine, che tendono a produrre queste protuberanze come una sorta di riparazione o stabilizzazione dell'articolazione danneggiata. La formazione di osteofiti nell'artrosi ha un significato clinico importante: da un lato, porta a una limitazione del movimento articolare e, dall'altro, produce un ingrossamento osseo che influenza la stabilità dell'articolazione e la distribuzione del carico durante il movimento, contribuendo così alla progressione dell'artrosi.

Lo sfregamento delle ossa può comportare anche una certa rigidità, poiché l'attrito stimola il corpo a produrre più liquido sinoviale, il quale a sua volta aumenta il volume all'interno dell'articolazione e la gonfia. La rigidità si manifesta quando l'articolazione coinvolta diventa difficoltosa da muovere, specialmente al mattino o dopo un periodo di inattività. È possibile avere difficoltà ad alzarsi, se l'artrosi colpisce il ginocchio o l’anca, oppure può risultare complesso aprire una porta o a girare una chiave, quando si tratta della mano. Con il progredire della malattia, il gonfiore può aggravare la difficoltà motoria, peggiorando in maniera progressiva, fino a limitare gli spostamenti dell'articolazione in modo significativo. 

La rigidità articolare nell'artrosi può essere aggravata da altri fattori come un'attività intensa o un infortunio all'articolazione. Anche il clima freddo e umido può contribuire a limitare i movimenti per via dell'effetto dei cambiamenti termici sulla viscosità del liquido sinoviale all'interno delle articolazioni. Inoltre, il gonfiore peggiora al mattino o dopo un periodo prolungato di riposo, poiché durante il sonno il liquido sinoviale tende ad ammassarsi all'interno delle articolazioni.

In base alla zona colpita dall'artrosi, la rigidità influisce sulla vita quotidiana in maniera differente. In casi particolari, come per le mani, possono aggiungersi anche ulteriori sintomi rispetto a quelli descritti in precedenza. Ad esempio, con l'artrosi alle dita, possono formarsi dei noduli dolorosi sulle loro giunture. Questi sono chiamati noduli di Bouchard o di Heberden e provocano ulteriore rigidità alle dita. Le articolazioni spesso diventano gonfie e dolorose e le dita faticano a stringersi in un pugno o ad afferrare gli oggetti. 

Nell'artrosi di anca e ginocchio, invece, è possibile sentire un rumore di scrocchio durante i movimenti. Quando, invece, l'artrosi colpisce le vertebre, e in particolare la cervicale, il collo risulta particolarmente rigido e difficile da muovere. Inoltre, è possibile avvertire dei formicolii a mani e piedi, oltre che il mal di testa e a volte persino le vertigini.

Per accertarsi della presenza dell'artrosi è necessario sottoporsi a una visita medica e a una serie di test diagnostici. Durante la visita dal medico, questo esaminerà le articolazioni per vedere se ci sono segni di gonfiore, arrossamento, calore o dolore. Si accerterà anche della storia medica del paziente, dei sintomi e delle attività quotidiane, per avere un'idea del tipo e della gravità della malattia. In genere, alla visita si fa seguire una radiografia dell'area colpita dall'artrosi, così da individuare eventuali cambiamenti nelle ossa e nelle articolazioni. In alcuni casi, il medico può ordinare anche un'ecografia o una risonanza magnetica nucleare (RMN), per identificare possibili danni ai tessuti molli, come i legamenti e le cartilagini. Se sono state colpite le mani, il medico può richiedere un esame del sangue aggiuntivo, per escludere o accertare la presenza dell'artrite reumatoide, una malattia articolatoria autoimmune con una sintomatologia quasi identica a quella dell'artrosi.

Cause

I fattori che favoriscono lo sviluppo dell'artrosi possono essere vari e uno dei principali è l'invecchiamento. Con l'avanzare dell'età, le articolazioni subiscono un naturale processo di deterioramento, in cui la cartilagine che protegge le ossa si erode gradualmente.

Prima dei 40 anni, l'artrosi colpisce soprattutto gli uomini, mentre tra i 40 e 50 anni ne sono più affette le donne, a causa della menopausa. In questo periodo il corpo femminile subisce importanti cambiamenti ormonali, come la diminuzione degli estrogeni, che contribuiscono a proteggere le cartilagini articolari. Superati i 50 anni l'artrosi può colpire entrambi i sessi in maniera indiscriminata, sebbene fino ai 70 siano comunque le donne ad esserne più coinvolte. A questo punto della vita, sia gli uomini che le donne hanno sperimentato un progressivo deterioramento delle articolazioni, principalmente dovuto all'invecchiamento.

Inoltre, ci sono altri fattori che favoriscono l’artrosi, come l'usura delle articolazioni nel corso degli anni a causa di un'attività fisica intensa. I lavori pesanti manuali, infatti, sono un notevole fattore di rischio per un futuro sviluppo della malattia. Tutto ciò che richiede sollevamento di pesi o un uso eccessivo delle mani, come nel caso di operai edili o addetti alla movimentazione delle merci, possono favorire l'artrosi alle mani, alle spalle e alle ginocchia per lo stress costante sulle articolazioni coinvolte.

Anche i lavori troppo sedentari sono da considerarsi nocivi per le articolazioni: lavorare al computer o essere impiegati in ufficio, sono mestieri che aumentano il rischio di artrosi alla colonna vertebrale, principalmente al collo e alla schiena a causa della mancanza di movimento e spesso anche della postura scorretta tenuta per troppe ore.

Inoltre, favoriscono l'artrosi anche gli sport ad alta intensità, che implicano movimenti ripetitivi, come il tennis, l'alpinismo o il calcio. Questi possono far sviluppare l’artrosi alle spalle, alle ginocchia e ai gomiti per lo stress e l'uso protratto delle articolazioni durante la pratica dell'attività. In particolare, i salti, i cambi di direzione e i frequenti impatti sono i movimenti che più di tutti intensificano l'usura della cartilagine nelle articolazioni. È pertanto importante adottare precauzioni come la corretta protezione delle ginocchia e una corretta tecnica di allenamento per ridurre al minimo gli impatti.

Un'altra causa frequente dell'artrosi è l'obesità o l'essere in sovrappeso. In queste condizioni la massa grassa in eccesso esercita una pressione maggiore sulle articolazioni, che cedono e si danneggiano in maniera progressiva. Inoltre, l'obesità può portare a uno stato infiammatorio cronico nel corpo. Ciò significa che l’organismo sperimenta un costante stato di infiammazione, che può arrivare a danneggiare anche le articolazioni. Il peso in eccesso influenza tanto quelle grandi, quanto quelle più piccole, facendo rischiare uno sviluppo della malattia generalizzato, ovvero presente in più zone del corpo.

I fattori appena descritti, in genere, provocano un tipo di artrosi chiamata primaria, ovvero un deterioramento delle articolazioni che non ha una causa evidente, ma viene favorita dalle condizioni appena descritte. Questa viene ulteriormente classificata in base alle zone colpite, per cui si può avere un'artrosi primaria di:

  • anca, che limita la capacità di camminare, salire le scale e piegarsi;
  • ginocchio, che risulta la forma più comune e rende difficile camminare, salire le scale e piegare il ginocchio completamente;
  • mano, che comprende l'articolazione trapezio-metacarpale, ovvero i polsi e la base del pollice, e causa difficoltà nell'afferrare oggetti, aprire barattoli o complica i movimenti fini delle dita;
  • colonna vertebrale, che limita i movimenti del collo e della schiena e, in alcuni casi, può anche causare compressione delle radici nervose, portando a intorpidimento, formicolio e debolezza negli arti;
  • cervicale, che interessa le articolazioni del collo e porta a una certa difficoltà nel girare la testa;
  • articolazioni distali, che riguarda le articolazioni delle dita dei piedi e delle mani, come le interfalangee e le metatarsofalangee, e rende difficile camminare, indossare calzature o afferrare oggetti;
  • articolazione temporo-mandibolare, che coinvolge l'articolazione tra la mascella e la mandibola, e limita i movimenti nella regione della mascella, causando difficoltà nell'aprire e chiudere la bocca, masticare e parlare;
  • piedi e caviglie, che influisce sulla capacità di camminare, salire le scale e praticare attività fisica;
  • spalle, che rende difficili movimenti delle braccia, come sollevare oggetti pesanti o estendere le braccia sopra la testa.

L'artrosi secondaria, invece, si sviluppa per un evento ben determinato che altera l'ambiente articolare e danneggia la cartilagine fino alla degenerazione delle articolazioni. La causa diretta dell’artrosi secondaria è, dunque, chiara e può essere di varia natura, come:

  • trauma significativo, come ad esempio una frattura ossea o una lesione articolare grave, che ha danneggiato la cartilagine;
  • anomalie congenite articolari, che includono alterazioni strutturali presenti fin dalla nascita in grado di influire sulla distribuzione del carico articolare e predisporre alla degenerazione della cartilagine nel tempo;
  • difetti metabolici, come l'emocromatosi o la malattia di Wilson, in grado di provocare un accumulo di sostanze nocive nelle articolazioni, fino a danneggiare la cartilagine;
  • infezioni, che possono essere di origine batterica o virale e generare un'infiammazione delle articolazioni (artrite), che alla lunga porta all'artrosi secondaria;
  • malattie endocrine, come l'ipertiroidismo o l'ipotiroidismo, che sono in grado di influenzare il metabolismo delle articolazioni e contribuire alla degenerazione della cartilagine;
  • malattie neuropatiche, che colpiscono i nervi e possono alterare la normale funzione delle articolazioni;
  • artrite reumatoide, una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario attacca erroneamente le articolazioni, provocando un'infiammazione cronica delle articolazioni che nel tempo danneggia la cartilagine;
  • gotta, una forma di artrite che si sviluppa a causa dell'accumulo di acido urico nelle articolazioni, il quale forma cristalli che irritano e infiammano le articolazioni, in particolare quelle delle dita dei piedi;
  • malattia da depositi di cristalli di calcio, che si verifica quando si formano depositi di cristalli di calcio nelle articolazioni a causa di problemi nel metabolismo del calcio o dell'espulsione del calcio attraverso i reni.

Rimedi e cure per l'artrosi

Nel trattamento dell'artrosi, possono essere adottati diversi approcci combinati fra loro per alleviare i sintomi e migliorare la funzionalità articolare. Una delle cure comuni è l'uso di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), che aiutano a ridurre il dolore e l'infiammazione articolare, fornendo un sollievo temporaneo. Per garantirne un uso sicuro e appropriato è necessario consultare il proprio medico, così da evitare l'abuso degli antinfiammatori.

Un altro approccio terapeutico efficace è la fisioterapia e la riabilitazione. Questi trattamenti prevedono degli esercizi che mirano ad alleviare i sintomi dell'artrosi, potenziando la forza muscolare e la flessibilità delle articolazioni colpite. La riabilitazione può includere anche terapie complementari come idroterapia, massaggio o terapia occupazionale. Queste tecniche contribuiscono a ripristinare la funzionalità articolare, a ridurre il dolore e a migliorare la qualità di vita complessiva del paziente.

Per facilitare la mobilità della persona colpita dall'artrosi, ci sono anche diversi ausili ortopedici progettati per distribuire in modo adeguato il peso corporeo sulle articolazioni interessate, riducendo così il dolore e la pressione sulla cartilagine. Gli ausili ortopedici includono tutori, plantari, calzature adatte, bastoni o deambulatori.

Nei casi più gravi di artrosi, possono essere necessari approcci terapeutici avanzati per gestire il dolore e ripristinare la funzionalità articolare. Uno di essi, prevede le iniezioni di acido ialuronico direttamente nell'articolazione colpita. Questa sostanza aiuta a lubrificare l'articolazione e agisce come un cuscinetto tra le ossa, riducendo l'attrito e il dolore. Le iniezioni di acido ialuronico hanno anche effetti antinfiammatori e stimolano la produzione di liquido sinoviale nell'articolazione. Questo trattamento è solitamente raccomandato per persone che non hanno ottenuto sollievo sufficiente con altre terapie conservative.

Quando l'artrosi è particolarmente avanzata e le terapie non riescono ad attenuare abbastanza i sintomi, può essere necessaria la chirurgia articolare. Le procedure chirurgiche sono diverse e di solito prevedono l'artroscopia o l'impianto di protesi articolari. La prima è una procedura mininvasiva in cui vengono effettuate piccole incisioni per consentire all'ortopedico di visualizzare e trattare l'articolazione danneggiata. Durante l'artroscopia, il chirurgo può rimuovere detriti o tessuto infiammato, riparare la cartilagine e, se necessario, effettuare una procedura di lavaggio dell'articolazione. La chirurgia di protesi articolare, invece, consiste nell'impianto di una protesi artificiale per sostituire l'articolazione danneggiata. La decisione di intraprendere tali trattamenti viene presa in collaborazione con un ortopedico o un medico chirurgo specializzato, dopo una valutazione approfondita della condizione del paziente e dei suoi sintomi.

Per alleviare i sintomi e migliorare la mobilità delle articolazioni, spesso vengono consigliate anche delle attività complementari o dei rimedi naturali da integrare alla terapia. L'attività fisica moderata e a basso impatto anaerobico, ad esempio, aiuta a rinforzare i muscoli che circondano l'articolazione colpita, diminuendo lo stress durante i movimenti. Gli esercizi si concentrano sul rinforzo muscolare e lo stretching, così da migliorare la flessibilità e l'intervallo di movimento delle articolazioni.

Anche la dieta può aiutare ad alleviare i sintomi provocati dall'infiammazione alle articolazioni. in particolare, è utile integrare questi alimenti alla propria dieta quotidiana:

  • frutti di bosco, come fragole, mirtilli e lamponi, ricchi di antiossidanti in grado di aiutare a combattere l'infiammazione;
  • pesce grasso, come salmone o sardine, ricco di acidi grassi omega-3 con proprietà antinfiammatorie;
  • verdure a foglia verde, come spinaci, cavolo riccio e rucola, fonti di antiossidanti e nutrienti antinfiammatori;
  • frutta secca, ricca di acidi grassi omega-3 e antiossidanti;
  • spezie, soprattutto la curcuma e lo zenzero, che posseggono proprietà antinfiammatorie.

Gli omega-3, la curcuma e lo zenzero sono ingredienti che partecipano spesso alle formulazioni degli integratori alimentari consigliati per alleviare i sintomi dell'artrosi. Ad essi, può essere aggiunta la Vitamina D, che aiuta ad assorbire il calcio per mantenere ossa e articolazioni sane, oppure la glucosamina e la condroitina. La glucosamina aiuta il corpo a produrre glicosamminoglicani, che sono componenti importanti della cartilagine, mentre la condroitina aiuta a mantenere l'elasticità e la forza della cartilagine: entrambe le sostanze sostengono la riparazione naturale della cartilagine articolare e riducono il dolore.

Un rimedio naturale molto utilizzato per ridurre il dolore è l'arnica. La si trova sotto forma di unguento o olio da massaggiare sulla pelle in prossimità dell'articolazione colpita dall'artrosi. Grazie alle sue proprietà antinfiammatorie e analgesiche, l'arnica agisce riducendo l'infiammazione, alleviando il dolore e migliorando la mobilità delle articolazioni. La sua efficacia è dovuta alla sua capacità di inibire i mediatori infiammatori e di prevenire l'attivazione della risposta infiammatoria, riducendo così il dolore e il gonfiore nelle aree interessate. L'arnica è anche in grado di proteggere le cellule condrociti dallo stress ossidativo che provoca l'artrosi, aggiungendo alcuni effetti citoprotettivi.

Tra le creme topiche naturali per i problemi alle articolazioni, anche quelle a base di artiglio del diavolo sono molto benefiche. Si tratta di una pianta che contiene composti attivi come gli iridoidi, che hanno proprietà analgesiche e antinfiammatorie. Questa sostanza inibisce la produzione di mediatori infiammatori, come le prostaglandine, e gli enzimi che degradano la cartilagine, riducendo così l'infiammazione articolare e il dolore. Gli iridoidi influiscono anche sulla trasmissione dei segnali del dolore nel sistema nervoso, diminuendo l'attività dei neurotrasmettitori coinvolti nella percezione del dolore. Inoltre, gli iridoidi e altri composti fitochimici presenti nell'artiglio del diavolo hanno proprietà antiossidanti, che riducono lo stress ossidativo nelle articolazioni e proteggono la cartilagine. L'artiglio del diavolo può anche favorire il drenaggio dei fluidi dai tessuti infiammati, migliorando il flusso ematico e la circolazione locale.

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