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Bronchite: sintomi, cause, cure e rimedi

Bronchite

La bronchite è una malattia respiratoria comune dei canali che trasportano l'aria nei polmoni, i bronchi.

Durante un episodio di bronchite, i bronchi subiscono un'infiammazione e si restringono, a causa del gonfiore e dell'irritazione che ne comporta.

Esistono tre tipi principali di bronchite, acuta, cronica e asmatica, che sono originate da cause differenti e degli sviluppi tipici.

In questo articolo approfondiremo la bronchite, spiegandone nel dettaglio i sintomi, le cause, le cure e i rimedi.

Sintomi

Nel sistema respiratorio i bronchi sono dei condotti cilindrici che si espandono e si contraggono per regolare la quantità d'aria che giunge ai polmoni. Durante la respirazione, l'aria passa attraverso il naso e arriva alla trachea, una struttura rigida del collo che si divide poi nei bronchi. Questi si ramificano in bronchioli sempre più piccoli, che infine si separano in alveoli, delle cavità sottili e fragili.

La bronchite è l'infiammazione dei bronchi, che può essere causata da virus, batteri, fumo di sigaretta o altre irritazioni persistenti dei polmoni. Quando le cellule della mucosa dei bronchi diventano irritate per l'aggressione di agenti esterni o dalla continua esposizione a tossine, le piccole ciglia dei condotti bronchiali, che normalmente intrappolano e rimuovono le sostanze nocive, smettono di funzionare correttamente. Questo porta alla produzione di grandi quantità di muco, che a sua volta causa tosse, difficoltà respiratorie e fastidio nella gola.

La tosse è uno dei sintomi iniziali della bronchite e può essere secca o grassa. Dapprima, la tosse della bronchite è secca e irritante, per poi evolvere in una tosse grassa caratterizzata da una presenza copiosa di muco, ovvero il catarro. Quest'ultimo tipo di tosse è positivo perché aiuta a eliminare le sostanze irritanti dalle vie respiratorie e suggerisce che si sta entrando nella fase di guarigione. Il catarro ha un colore piuttosto caratteristico, che va dal verde al giallo, poiché contiene globuli del sangue e altri elementi del sistema immunitario che combattono l'infiammazione.

La tosse richiede un grande sforzo muscolare della gola che, per altro, avviene in maniera ripetuta. Questi movimenti continui provocano il mal di gola tipico che accompagna la bronchite. A peggiorarlo, c'è anche una maggiore produzione di saliva e la presenza del muco: le secrezioni che scivolano all'indietro lungo le vie respiratorie provocano irritazione alla gola e accrescono l'infiammazione in atto.

Il muco nelle vie respiratorie contribuisce anche alla manifestazione di altri sintomi, come il respiro sibilante. Si tratta di un suono che viene emesso quando si espira attraverso vie respiratorie ristrette a causa dell'infiammazione. Il respiro sibilante può anche essere causato dagli spasmi della muscolatura liscia dei bronchi, soprattutto durante la notte o alla mattina presto. Questi sono associati a un'infiammazione persistente che può generare una respirazione rumorosa anche quando non si sta tossendo.

Lo stesso meccanismo che provoca il respiro sibilante può indurre ulteriori difficoltà, come la dispnea, ovvero la sensazione di difficoltà o di mancanza di respiro che si manifesta quando una persona inspira l'aria, ma non riesce a sentirsi soddisfatta o adeguatamente ossigenata. Questo sintomo insorge con maggiore facilità quando la persona è sdraiata, poiché la gravità non aiuta il flusso d'aria, ma ne diminuisce la potenza, peggiorando ulteriormente la respirazione.

La risposta infiammatoria dei bronchi può anche scatenare un'irritazione delle terminazioni nervose presenti nella regione toracica, che può tradursi in una sensazione di dolore o disagio al petto. Molte persone avvertono anche un certo indolenzimento alla schiena, che può essere dovuto all'estensione dell'infiammazione dai bronchi alla zona posteriore del torace, dove è collocata la parte inferiore dei polmoni. Il dolore toracico e alla schiena possono, comunque, essere provocati anche dai continui colpi di tosse, i quali procurano un indolenzimento anche agli addominali e al diaframma.

La congestione nasale può essere associata alla bronchite, ma solo quando l'infiammazione dei bronchi deriva da malattie virali come l'influenza o il raffreddore. In questi casi può pervenire la febbre, la quale, invece, potrebbe essere assente o molto lieve (37°-38°) in una bronchite che non ha origine virale. Infatti, nella bronchite virale si sperimentano altri sintomi simili a quelli influenzali, come brividi, dolori muscolari e mal di testa. Questi sono comunque meno intensi rispetto alla normale influenza.

Quando la bronchite ha origine batterica, l'infiammazione ai bronchi può essere più grave rispetto a quella virale. Per questo motivo la produzione di catarro è spesso più abbondante e i sintomi legati alla tosse possono essere piuttosto acuti.

La diagnosi precisa della bronchite può essere fatta solo da un medico; quindi, è importante consultare una figura esperta per un'adeguata gestione della condizione. La diagnosi parte sempre da una valutazione medica completa che include l'analisi della storia clinica del paziente, l'esame fisico e talvolta esami diagnostici aggiuntivi. Il medico pone prima di tutto delle domande riguardo ai sintomi presenti, alla loro durata e all'eventuale esposizione a fattori di rischio, come fumo di sigaretta o una possibile esposizione a troppo inquinamento. Durante l'esame fisico vengono ascoltati i polmoni con un fonendoscopio per captare eventuali suoni anomali come crepitii o rantoli

Il medico può anche controllare la presenza di segni di infezione, come febbre e tosse persistente. In alcuni casi, possono essere richiesti esami del sangue aggiuntivi per valutare la presenza di segni di infezione o per escludere altre condizioni simili, tipo la polmonite. Inoltre, talvolta viene prescritta una radiografia del torace per valutare le condizioni dei polmoni e indagare su eventuali complicanze come l'edema polmonare.

Cause

Sono riconosciuti tre tipi principali di bronchite, che vengono distinti in base alle cause sottostanti e agli effetti sui bronchi: la bronchite acuta, quella cronica e la bronchite asmatica.

La bronchite acuta è il tipo più comune tra i pazienti e si caratterizza per la comparsa improvvisa dei sintomi. Le infezioni virali sono la causa diretta più frequente di questa malattia, che in questo caso migliora dopo pochi giorni, sebbene la tosse possa persistere anche per settimane. Tra i virus che possono causare la bronchite acuta, rientrano quello dell'influenza, il virus sinciziale respiratorio (RSV) e il rhinovirus. Il virus dell'influenza è noto per colpire durante l'inverno, quando è più diffuso. Quello sinciziale respiratorio (RSV), invece, è un virus comune che di solito provoca infezioni alle vie respiratorie superiori, come il raffreddore, ma può anche scendere in quelle inferiori e scatenare la bronchite acuta.

Oltre alle infezioni virali, anche le infezioni batteriche possono provocare la bronchite acuta. Ad esempio, lo streptococco (streptococcus pneumoniae) è la causa più comune di:

  • polmonite:
  • meningite;
  • sepsi;
  • sinusite;
  • otite media
  • bronchite.

Questo batterio si diffonde attraverso il contatto con le secrezioni respiratorie di persone infette o portatrici, ovvero con il muco e la saliva. Una volta all'interno del corpo, può aderire alle cellule epiteliali dei bronchi nei polmoni, dove può moltiplicarsi e causare l’infiammazione dei bronchioli e dei bronchi, portando alla bronchite, o arrivare ad invadere i polmoni generando la polmonite.

Un altro batterio in grado di portare alla bronchite acuta è il mycoplasma pneumoniae, il quale è privo di parete cellulare e causa un tipo di polmonite atipica, così come la bronchite e la tracheobronchite. Si diffonde attraverso le goccioline respiratorie ed è altamente contagioso, specialmente in luoghi affollati come le scuole. Il batterio si attacca alla mucosa delle vie respiratorie e le danneggia, riuscendo a provocare infiammazione, congestione e difficoltà respiratorie.

Infine, fra i responsabili della malattia, c’è l'haemophilus influenzae, che deve il proprio nome al fatto che un tempo era erroneamente riconosciuto come il microrganismo responsabile dell'influenza, malattia virale molto diversa. In precedenza, il tipo b (Hib) era la forma più comune del batterio e provocava malattie gravi, come la meningite o l'epiglottite, soprattutto nei bambini. Ad oggi, grazie alla scoperta del vaccino, questa tipologia è molto più rara, mentre quella maggiormente diffusa è l'haemophilus influenzae non tipizzabile (NTHi), responsabile di infezioni respiratorie come la bronchite. È bene tenere presente che questo batterio colonizza in modo naturale le mucose delle vie aeree di molti adulti, ma tipicamente non causa malattie. Tuttavia, in condizioni particolari come immunodepressione, malattie intercorrenti e cattive condizioni ambientali, può diventare patogeno e generare infezioni locali o sistemiche. Il batterio colpisce principalmente i bambini, che vengono colpiti con maggior frequenza nel primo anno di vita, mentre quasi tutti i bambini non vaccinati ne vengono infettati raggiunti i tre anni. Anche gli anziani, comunque, sono meno resistenti all'infezione.

La bronchite cronica si differenzia dall’acuta per essere un'infiammazione ai bronchi persistente, che non si risolve nel giro di qualche settimana, ma che continua a manifestare i suoi sintomi, soprattutto quelli di difficoltà respiratorie e di tosse cronica. Il fumo di sigaretta è una causa diretta predominante e può far evolvere la malattia in una bronchite cronica ostruttiva. Quando si fuma, le sostanze chimiche contenute nel tabacco irritano le vie respiratorie, generando un'infiammazione della mucosa bronchiale. Questa porta alla produzione eccessiva di muco e alla dilatazione dei bronchi, rendendoli più stretti e rigidi. Il fumo danneggia anche le cellule ciliari, portando alla formazione di una barriera di muco spesso e viscoso all'interno dei bronchi, che ostacola la respirazione. Con il tempo, l'esposizione continua al fumo di tabacco provoca una progressiva infiammazione e lesioni dei tessuti bronchiali, così le vie respiratorie diventano sempre più strette e rigide, compromettendo la capacità dei polmoni di espandersi e contrarsi correttamente.

Anche la malattia genetica della fibrosi cistica, a lungo andare, può portare ad una bronchite cronica e ostruttiva. Si tratta di una patologia che colpisce principalmente i polmoni, ma anche il pancreas, il fegato e l'intestino tenue. La malattia è causata dalla mutazione dei geni CFTR, responsabili della produzione di una proteina che regola la secrezione dei fluidi nelle cellule del corpo. La mutazione genetica fa sì che il corpo secerna un muco anormale, denso e viscoso, che blocca le vie respiratorie e favorisce la crescita di batteri nocivi nei polmoni. Questo processo patologico contribuisce allo sviluppo di infezioni polmonari recidivanti e può portare alla progressiva distruzione dei tessuti polmonari.

Infine, la terza tipologia di bronchite è quella asmatica e si manifesta in episodi noti come attacchi asmatici o esacerbazioni, che possono venire scatenati da molteplici fattori, tra cui allergeni, inquinamento atmosferico, infezioni virali, stress emotivo.

Esistono, comunque, dei fattori di rischio comuni a tutte e tre le tipologie di bronchite e che aumentano la probabilità di contrarre questa malattia, ovvero:

  • fumo di sigaretta, che rende sempre il sistema respiratorio più vulnerabile alle infezioni e all'infiammazione;
  • esposizione a inquinanti dell'aria, come polveri sottili, sostanze chimiche e agenti inquinanti;
  • ereditarietà, ovvero la presenza di parenti con storia di asma, bronchite cronica o altre malattie respiratorie;
  • esposizione occupazionale, ossia lavorare in ambienti con polveri, vapori chimici, gas irritanti o altre sostanze nocive;
  • clima, poiché l'aria secca, fredda o inquinata influisce negativamente sulle vie aeree;
  • cambiamenti ormonali, come quelli durante la gravidanza;
  • esposizione agli allergeni, come polline, polvere e peli di animali in caso di sensibilità da parte dell'organismo;
  • iperreattività bronchiale, cioè una malattia infiammatoria delle vie respiratorie che attiva una reattività eccessiva a contatto stimoli di vario tipo;
  • sistema immunitario indebolito, che favorisce l'insorgenza di diverse malattie, compresa la bronchite.

Questi fattori di rischio sono in grado di interagire tra loro e con altre influenze ambientali o genetiche, aumentando così la complessità del rischio per lo sviluppo di bronchite.

Rimedi e cure per la bronchite

La bronchite viene curata con farmaci antinfiammatori e trattamenti medici mirati a gestire l'infiammazione delle vie respiratorie. È sempre il medico curante che deve individuare il trattamento più adeguato alla propria situazione di salute. Di solito, la terapia principale consiste nell'assunzione di farmaci broncodilatatori, inalatori di corticosteroidi e/o antibiotici, a seconda della tipologia di bronchite e della gravità dei sintomi. In caso di bronchite acuta causata da un'infezione virale, verrà prescritta una terapia per gestire i sintomi influenzali, il mal di gola e la tosse, mentre in caso di bronchite cronica e asmatica verrà intrapreso un percorso terapeutico più complesso e sarà necessario seguire la terapia prescritta dal medico con costanza e regolarità.

In generale, l'efficacia del trattamento dipende anche dallo stile di vita adottato dal paziente: ad esempio, continuare a fumare aggrava la bronchite, per cui smettere è un passo necessario per evitare lesioni ai bronchi, capaci di peggiorare la malattia o anche di renderla recidiva.

Oltre alla terapia principale prescritta dal medico, spesso vengono utilizzati trattamenti aggiuntivi per gestire i sintomi della bronchite. Lo sciroppo, ad esempio, allevia la tosse grazie ai suoi principi lenitivi e antinfiammatori. Quello per la tosse secca agisce sulla tosse che non produce catarro e che irrita la gola. Contiene spesso farmaci antitosse in grado di ridurre o eliminare la tosse secca, come ad esempio la codeina, e mucolitici capaci di fluidificare il muco presente nelle vie respiratorie, per aiutare a liberare la gola e impedire che gli spasmi della tosse la irritino ulteriormente. Lo sciroppo per la tosse grassa, invece, agisce sulla tosse produttiva e catarrale. I mucolitici sono in questo caso gli ingredienti principi, così da fluidificare il muco in eccesso e facilitare la sua eliminazione dalle vie respiratorie. Alcuni contengono anche sostanze broncodilatatrici, come il salbutamolo, per moderare l'irritazione delle vie respiratorie.

La codeina presente negli sciroppi è utilizzata spesso anche per i sedativi per la tosse, poiché aggiunge una funzione analgesica. Altri tipi di sedativi sono a base di destrometorfano, che riduce i sintomi bloccando il segnale che viene inviato dalle cellule cerebrali ai muscoli coinvolti nella produzione della tosse. La loro somministrazione può avvenire tanto in forma di pastiglie, quanto in sciroppo o gocce orali, con formulazioni a rilascio lento o immediato.

Le pastiglie agiscono anche per il mal di gola e se ne possono trovare di diverse tipologie, oltre a quelle sedative. Ad esempio, alcune hanno un principio attivo antinfiammatorio o anestetico, mentre altre possono contenere sostanze antisettiche, per aiutare ad eliminare batteri nocivi e altri microrganismi presenti nella gola. Per utilizzare una pastiglia per la gola, di solito si consiglia di prenderne una e lasciarla lentamente sciogliere in bocca, così da consentire agli ingredienti di rivestire la gola e penetrare nei tessuti circostanti.

Sciroppi e sedativi si possono assumere senza ricetta, ma è sempre necessario consultare il proprio medico. La scelta di usare o meno questi farmaci dipende dalla causa del disturbo, dalla sensibilità del paziente al farmaco e da eventuali controindicazioni: un parere professionale è fondamentale per garantire una scelta sicura.

Per un sollievo temporaneo dal mal di gola e la tosse della bronchite, è possibile rivolgersi anche ad alcuni rimedi naturali, che spesso vengono integrati anche nelle formulazioni delle pastiglie per la gola. Tra questi il miele è il più conosciuto e spesso lo si trova all'interno della propria dispensa. Le sue proprietà antinfiammatorie aiutano a calmare la tosse e a lenire la gola irritata. Può essere aggiunto a una tisana calda e usato al bisogno o prima di dormire, sostituendolo allo zucchero. Altri ingredienti naturali benefici per tosse e mal di gola sono:

  • propoli, una sostanza prodotta dalle api conosciuta per le sue proprietà antibatteriche e antinfiammatorie;
  • echinacea, un'erbacea utilizzata per sostenere il sistema immunitario;
  • vitamina C, nota per supportare il sistema immunitario, la si può reperire anche dagli agrumi;
  • zenzero, una radice dalle proprietà antinfiammatorie e antibatteriche;
  • probiotici, utili a sostenere la salute del sistema immunitario e dell'intestino, aiutano indirettamente il corpo a combattere l'infezione.

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